Cisitalia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cisitalia è l'acronimo di Compagnia Industriale Sportiva Italia, fabbrica automobilistica fondata da Piero Dusio e Piero Taruffi a Torino nel 1944.
Il primo modello è la monoposto D46 del 1946, progettata da Dante Giacosa e Giovanni Savonuzzi e spinta dal 4 cilindri della Fiat 1100 potenziato a 60 CV. L'esordio della D46 avvenne alla "Coppa Brezzi" sul circuito del Valentino, a Torino, il 3 settembre 1946. Sette le vetture schierate dalla neonata casa torinese, con al volante Dusio, Nuvolari, Sommer, Chiron, Taruffi, Cortese e Biondetti. A vincere è Dusio; Nuvolari si segnalò per essere riuscito ad arrivare al traguardo nonostante il volante si fosse staccato dal piantone dello sterzo.
Con i successi della D46, Dusio iniziò a pensare a una nuova vettura: sarà la 202 (1947), piccola Gran Turismo disegnata da Pininfarina e progettata da Giacosa. Dagli stilemi innovativi e modernissimi, la 202 segnò un'epoca, tantoché un esemplare è esposto al Museum of Modern Art di New York come "scultura in movimento".
L'affermazione definitiva della Cisitalia fu alla Mille Miglia 1947. La prima edizione postbellica della "Freccia Rossa" vide alla partenza 151 vetture, quasi tutte vetture di prima della guerra rinnovate, con l'eccezione della Ferrari 125 S, della Maserati A6 GCS e delle Cisitalia. Partite sfavorite per la vittoria finale, le Cisitalia approfittarono dei ritiri dei favoriti, tanto da portare Nuvolari in testa alla corsa. Da Asti in poi emerse l'Alfa Romeo 8C 2900 B di Biondetti, che grazie alla sua maggior potenza riuscirà a superare il "Mantovano Volante" e a presentarsi a Brescia con 16 minuti di vantaggio. Nonostante tutto, fu Nuvolari il vincitore morale della gara.
Importante il sodalizio tecnico ed umano instauratosi, nel 1947, con Ferry Porsche, dopo che Piero Dusio si era prodigato, anche versando un forte riscatto in denaro, per la liberazione del padre Ferdinand Porsche, detenuto in Francia quale prigioniero di guerra. Per sdebitarsi, Ferry Porsche progettò per Dusio una vettura al vertice delle auto da Gran Premio che fosse in grado di mettere in discussione lo strapotere dell' Alfa Romeo 158. La vettura studiata da Porsche, battezzata 360, era una monoposto con un motore 12 cilindri boxer sovralimentato di 1500 cc, montato al posteriore, che sviluppava al banco oltre 500 CV; la trazione era integrale e si ispirava (anche nelle linee) alle Auto Union da Gran Prix degli anni trenta, progettate dal padre.
Sfortunatamente proprio a causa del forte riscatto pagato e dei rilevanti costi di realizzazione dei prototipi, la Cisitalia entrò in una grave crisi finanziaria, acuita dalla frenata delle vendite della 202. Fu così che nel 1949 la Casa torinese fu costretta a chiedere l'amministrazione controllata e, l'anno seguente, fu aperta la procedura per il concordato preventivo. Dusio riuscì però a scorporare i progetti della "360" dal resto dell'impresa, trasferendosi in Argentina. Nacque così la Società d'Esercizio Cisitalia, controllata dai creditori, ma della quale Dusio restava azionista. Sotto la nuova gestione continuò la produzione della 202, a cui il destino, però, aveva già voltato le spalle. Non così fece Ferry Porsche che rimase sempre grato a Dusio per la sua generosità: nel 1953 egli aggiunse alla denominazione del nuovo modello 550 il termine "Spyder", in onore a Dusio che per primo l'aveva utilizzato per la sua "Cisitalia 202 Spyder Mille Miglia".
L'ultima occasione per un rilancio avvenne nel 1952, quando grazie a un'accordo con una casa produttrice di motori marini, la B.P.M., quest'ultima fornì un motore di 2,8 litri. Montato su una "202", partecipò alla Mille Miglia di quell'anno, con al volante Dusio, il quale, prima di ritirarsi per la rottura della frizione, si comportò bene. Nel 1953 Dusio si ritirò definitivamente dall'azienda da lui fondata: nacque la Cisitalia Autocostruzioni, la cui attività si ridurrà essenzialmente all'elaborazione di vetture di serie. L'attività della Cisitalia cesserà definitivamente nel 1963: ultimo modello prodotto la 750 GT, derivata dalla Fiat 600.
[modifica] Collegamenti esterni
- pininfarina.it/cisitalia202 La Cisitalia 202 sul sito di pininfarina
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Cisitalia
![]() |
e conoscere i relativi modelli (coordinamento del progetto:trasporti) |
Portale Trasporti: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di trasporti