Averroè
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Averroè, part. del Trionfo di San Tommaso di Andrea di Bonaiuto, Cappellone degli Spagnoli di Santa Maria Novella, Firenze
Averroè ,di nome arabo Abū l-Walīd Muhammad ibn Ahmad Muhammad ibn Rushd, diventato nel Medioevo Aven Roshd e infine Averroes (Cordova, 1126 – Marrakesh, 10 dicembre 1198) è stato un filosofo, medico, matematico e giurisperito spagnolo.
![]() |
« Averrois, che 'l gran comento feo » |
(Dante Alighieri, Commedia, Inferno, IV, 144)
|
[modifica] Biografia
Averroè nacque in una famiglia di famosi giuristi della scuola malikita; sia il nonno paterno che il padre erano qāḍī nella Cordova almohade. Divenne medico, giurista e filosofo. Scrisse alcuni saggi su Aristotele e una enciclopedia di medicina.
L'opera filosofica più importante di Averroè fu L'incoerenza dell'incoerenza (Tahāfut al-tahāfut), diventata in lingua latina la Destructio destructionis philosophorum, in cui egli prese le difese della filosofia aristotelica contro le critiche esposte da al-Ghazali nel trattato L'incoerenza dei filosofi (Tahāfut al-falāsifa), che in latino era diventata la Destructio philosophum, in cui si sosteneva che il pensiero di Aristotele, e la filosofia in generale, fossero in contraddizione con l'Islam. La tesi fondamentale di Averroè era esattamente opposta: egli sosteneva che la verità può essere raggiunta sia attraverso la religione rivelata sia attraverso la filosofia speculativa. L'averroismo è il male per Tommaso perché rimanda all'intelletto universale.
Durante l'ondata di fanatismo religioso che attraversò al-Andalus alla fine del XII secolo, egli fu esiliato e tenuto sotto controllo fino alla morte. Molte delle sue opere di logica e metafisica furono distrutte dalla censura. La morte di Averroè, in esilio, si può considerare come simbolo della fine della cultura liberale nella Spagna islamica.
Storicamente, Averroè fu importantissimo per le sue traduzioni e commenti delle opere di Aristotele, che in Occidente erano state quasi completamente dimenticate (prima del 1150 solo pochissime opere aristoteliche erano accessibili nell'Europa latina). Il recupero della traduzione aristotelica in Europa deve moltissimo alla traduzione in latino degli scritti di Averroè, iniziata nel XII secolo. Fra gli altri, Tommaso d'Aquino fu influenzato dalle idee di Averroè; il filosofo cristiano lo riteneva così importante da non chiamarlo per nome, bensì "il Commentatore", con la stessa deferenza con cui chiamava Aristotele "il Filosofo".
I suoi scritti furono tradotti anche in ebraico da Jacob Anatoli nel XIII secolo, e influenzarono profondamente anche la filosofia ebraica.
[modifica] Averroè nella narrativa
- Coerentemente con il rispetto che gli studiosi europei medioevali gli tributavano, Averroè viene citato nella Divina Commedia di Dante; egli compare insieme ad altri grandi filosofi pagani nel Limbo.
- In Vaticano, nella Scuola di Atene, Raffaello lo raffigura nella parte inferiore del quadrante sinistro.

- In un racconto di Jorge Luis Borges dal titolo "La ricerca di Averroè" (chiaramente ispirato agli studi di Miguel Asín Palacios), il filosofo arabo appare alla vana ricerca del significato delle parole "tragedia" e "commedia". La sua impossibilità di approdare a una soluzione corrisponde alla effettiva incapacità distintiva in tale ambito della cultura arabo-islamica classica.
- Il regista egiziano Yūsuf Shahīn realizzò nel 1997 il film Il destino ( al-Maṣīr ) a lui dedicato, facendolo assurgere a vittima dell'oltranzismo intellettuale di una parte del mondo islamico (gli Almoravidi), esempio di certe arretratezze culturali del mondo musulmano contemporaneo e di certa sua intolleranza nei confronti della libera speculazione umana.
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Enciclopedia cattolica su Averroè
- (EN) "Islamic Philosophy Online"
- (IT) "centro culturale averroè roma"
Portale Filosofia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di filosofia