Armillaria mellea
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![]() Armillaria mellea |
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Classificazione scientifica | ||||||||||||||
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Nomenclatura binomiale | ||||||||||||||
Armillaria mellea (Vahl) P. Kumm., 1871 |
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Armillaria mellea |
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![]() cappello conico-ottuso |
![]() imenio lamelle |
![]() decorrenti |
![]() sporata bianca |
![]() anello |
![]() carne immutabile |
![]() saprofita |
![]() commestibile con riserva |
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Leggere le avvertenze prima di consumare i funghi raccolti. | ||
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Armillaria mellea (Vahl) P. Kumm., Führer Pilzk.: 134 (1871)
Questo fungo meriterebbe, secondo autori del passato, il nome di "asparago dei funghi" per il fatto che la parte buona di esso è l'estremità superiore del gambo unitamente al cappello, mentre il resto dei gambi (specialmente negli individui adulti) è coriaceo ed assai indigesto.
Indice |
[modifica] Descrizione della specie
[modifica] Cappello
4-7 (12-15) cm, carnoso, sub-globoso (fungo a forma di chiodo), poi conico, membranoso, leggermente umbonato al centro, a superficie di colore giallo-miele o rossiccia o brunastra, con orlo sottile, arrotolato, lievemente striato.
[modifica] Lamelle
Non fitte, bianche o rosee o con chiazze rossastre un po' decorrenti sul gambo.
[modifica] Gambo
5-12 x 1-2,6 cm, cilindrico, giallastro o brunastro, ingrossato verso la base, di solito saldato con altri individui (fungo cespitoso), pieno, midolloso, pruinoso.
[modifica] Anello
Bianco, striato e durevole.
[modifica] Carne
Soda sul cappello e nella parte superiore del gambo, coriaceo-fibrosa nel resto, di colore bianco o carnicino.
- Odore: subnullo, fungino.
- Sapore: acidulo e dolce, con leggero retrogusto amarognolo meno marcato negli esemplari più giovani.
[modifica] Spore
Bianche in massa, lisce, ellissoidali, 8-9 x 5-6,5 µm.
[modifica] Habitat
Cresce in autunno, cespitoso, parassita di tronchi di albero o di ceppi, di cui ne può causare la morte.
[modifica] Commestibilità
Ottima con cautela, velenoso da crudo. Si raccomanda la prebollitura per rendere questo fungo più digeribile. Durante la cottura la sua carne diventa scura, quasi nera.
L'A. mellea è un fungo dal sapore buono, purché ben cotto ed escludendo il liquido di cottura. Contiene infatti tossine di natura proteica ("emolisine") termolabili a 65°-70°C in 30 minuti. Soprattutto usufruire solo il cappello.
Sono stati registrati inoltre casi di disturbi gastrointestinali, di breve latenza, procurati da esemplari di A. mellea congelati a fresco, ovvero senza preventiva cottura, e consumati dopo lo scongelamento. Tale fenomeno non è ancora chiaro dal punto di vista scientifico. La teoria più accreditata è che con la congelazione le "emolisine" vengano fissate nella struttura fungina e, pertanto, anche se poi si scongelano i funghi in maniera corretta e si cuociono successivamente attraverso una prolungata cottura, tali principi attivi non vengono smaltiti completamente. Per questo si sconsiglia di raccogliere tale fungo anche soltanto dopo le gelate notturne e comunque mai conservarlo a temperature inferiori allo 0 prima di una adeguata cottura.
Gli esemplari cresciuti su ceppi di latifoglia sono considerati migliori di quelli cresciuti su ceppi di conifera.
[modifica] Precisazione
La mellea non è una specie che può essere consumata frequentemente, in quanto trattasi di fungo abbastanza pesante da metabolizzare. È consigliabile comunque consumarne quantità non eccessive.
[modifica] Specie simili
- Armillaria gallica, ottimo commestibile (velenoso da crudo) che presenta la parte alta del gambo di colore giallo.
- Armillaria tabescens, buon commestibile (tossico da crudo) che però è sprovvista dell'anello.
- Hypholoma fasciculare, (velenoso) che però è di sapore molto amaro e la cui sporata è grigio/nerastra, anziché bianca.
- Cortinarius speciosissimus (mortale) in alcune sue forme cespitose; prestare molta attenzione alla sporata che è ocra nei cortinari e non bianca.
[modifica] Etimologia
- Genere: dal latino armilla = braccialetto, armillaria = attinente i braccialetti, per il suo anello.
- Specie: dal latino melleus, a, um = attinente il miele.
[modifica] Sinonimi e binomi obsoleti
- Agaricus melleus Vahl, Fl. Danic. 6(17): tab. 1013 (1790)
- Agaricus sulphureus Weinm.
- Armillaria mellea var. glabra Gillet, Les Hyménomycètes ou description de tous les champignons (fungi) qui croissent en France (Alençon): 84 (1874)
- Armillaria mellea var. maxima Barla, Bulletin de la Société Mycologique de France 3: 143 (1887)
- Armillaria mellea var. minor Barla, Bulletin de la Société Mycologique de France 3: 143 (1887)
- Armillaria mellea var. sulphurea (Weinm.) Fr., Rysslands, Finlands och den Skandinaviska Halföns. Hattsvampar: 22 (1879)
- Armillariella mellea (Vahl) P. Karst., Acta Soc. Fauna Flora fenn. 2: 4 (1881)
- Clitocybe mellea (Vahl) Ricken, Die Blätterpilze: 362 (1915)
- Lepiota mellea (Vahl) J.E. Lange, Dansk bot. Ark. 2(3): 31 (1915)
[modifica] Filatelia
[modifica] Nomi comuni
- Chiodino del miele, Fungiu 'e troccanu, Famigliola buona, Agarico di miele, Fungo della zocca
- Armillaire couleur de miel (FR)
- Honiggelber Hallimasch (DE)
[modifica] Galleria immagini
A. mellea su Melo |
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[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Bibliografia
- Armillaria mellea. in www.IndexFungorum.org (CABI Bioscience Databases)
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Attenzione | |
La determinazione di un fungo e la sua commestibilità va affidata a micologi esperti e certificati, o ai centri di controllo delle ASL. Non azzardare il consumo di funghi, potresti mettere a repentaglio la salute e persino la vita tua e dei tuoi commensali. |