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Alison Moyet - Wikipedia

Alison Moyet

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Alison Moyet
Nazionalità Regno Unito
Genere pop rock, soul, ballad,
blues, r'n'b, synthpop
Periodo attività come Yazoo:
1981-1983;
come solista:
1984-in attività.
Strumento {{{Strumento}}}
Etichetta {{{Etichetta}}}
Band attuale {{{Band attuale}}}
Band {{{Band precedenti}}}
Album pubblicati 10 (+ 1 ristampa)
Studio 7
Live 1
Raccolte 2 (+ 1 ristampa)
Sito ufficiale
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica

Genevieve Alison Jane Moyet, in arte Alison Moyet (Billericay, 18 giugno 1961), è una cantante britannica di musica pop rock.

Ha iniziato utilizzando la sua voce calda, contraddistinta da potenti toni bassi, a cavallo tra blues e soul, in un contesto elettronico synthpop ed electropop, praticamente privo di accordi, basato invece sulla sovrapposizione di tracce multiple, costituite da singole note, il cui contrasto, dando vita ad un'interessante contaminazione, ha portato al successo internazionale il duo degli Yazoo (noti negli Stati Uniti come Yaz, a causa di un'omonimia con un'etichetta locale), di cui faceva parte insieme al tastierista Vince Clarke, già membro fondatore dei Depeche Mode.

Ha intrapreso poi la carriera solista, maggiormente orientata verso il pop, all'inizio, e il rock, in séguito, dando ampio spazio al sottogenere romatico della ballad e a numerose cover di brani di altri artisti, soprattutto r'n'b, tra cui la numero 2 inglese "That Ole Devil Called Love", a tutt'oggi il suo miglior piazzamento in classifica con un singolo. L'album di debutto, Alf, e la sua prima raccolta di successi, Singles, hanno raggiunto entrambi il Numero 1 nella classifica degli album nel Regno Unito (altri grandi successi sono stati il suo secondo long playing, Raindancing, piazzatosi al Numero 2, e la raccolta di cover, Voice, al Numero 7).

La cantante, che, nel 2002, ha ottenuto due nomination, una come «Miglior Voce Femminile» (categoria "Best Female Vocal"), per l'album Hometime, ai Brit Awards (link), e una al premio Mercury Music Prize, ha avuto una recente esperienza di successo anche come attrice di teatro, recitando il ruolo della matrona Mama Morton, nel musical intitolato "Chicago", per sei mesi, nel 2001}}

Indice

[modifica] I primi anni

Alison Moyet nasce a Billericay, nella contea inglese dell'Essex (che, anni dopo, le ispirerà il titolo di un album), da padre francese e madre britannica. Cresce a Basildon (la città natale della band elettronica dei Depeche Mode), dove va a scuola. Lasciata la scuola a 16 anni, lavora come commessa e diventa un'accordatrice di pianoforti. Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, con il soprannome di Alf, fa parte di un'eclettica serie di gruppi punk rock, pub rock e blues, attivi nell'area sud-orientale dell'Essex, tra cui The Vandals, The Screamin' Ab Dabs, The Vicars e The Little Roosters.

[modifica] Il primo gruppo: Yazoo (UK)/Yaz (Stati Uniti)

[modifica] I primi singoli e gli album del duo: Upstairs at Eric's (1982) e You and Me Both (1983)

Nel 1981, ha inizio la sua carriera pop mainstream, quando forma il duo electropop degli Yazoo, insieme all'ex membro fondatore dei Depeche Mode, il tastierista Vince Clarke. Negli USA, ottenuta la notorietà, la band è costretta a cambiare il proprio nome in Yaz, a causa di un'etichetta discografica locale, già attiva da tempo con il nome di Yazoo Records, che avanza rivendicazioni relative al copyright. Gli Yazoo ottengono diversi successi in formato singolo, tra cui "Only You", "Don't Go", "Situation" e "Nobody's Diary", contenuti nei due album Upstairs at Eric's (1982) e You and Me Both (1983). Il gruppo diventa famoso proprio grazie alla riuscita unione dei suoni elettronici tipici di Vince Clarke con la calda voce soul di Alison, unione che diventa il distintivo marchio di fabbrica del duo.

[modifica] Lo scioglimento

Ma quello che all'inizio costituisce un punto di forza, diventa presto un ostacolo insormontabile e, nel 1983, la Moyet e Clarke decidono di sciogliere gli Yazoo, per insanabili divergenze musicali («Vince non ha mai usato un accordo», dichiara Alison nel suo sito ufficiale, parlando del suo primo album solista, Alf, del 1984, improntato a tutt'altro genere - abbandonato poi anch'esso per un pop rock più riflessivo e meno danzereccio - prodotto da Jolley & Swain, che avevano creato il suono cadenzato pop pre-dance di Body Talk degli Imagination e dei primi album delle Bananarama). Così, mentre Vince Clarke prosegue il suo cammino elettronico, formando prima The Assembly, con Feargal Sharkey ed Eric Radcliffe, già produttore degli Yazoo, e quindi gli Erasure, con Andy Bell, questi ultimi ancora attivi, con i quali otterrà un enorme successo, per tutti gli anni ottanta e novanta, Alison Moyet firma con la Columbia Records/CBS (in parte perché era stata l'etichetta di Janis Joplin), dando inizio a una carriera solista di grande successo, che tuttora perdura.

[modifica] La carriera musicale solista

[modifica] L'album di debutto solista: Alf (1984)

Nel 1984, Alison Moyet pubblica l'album del debutto solista, intitolandolo semplicemente Alf, dal soprannome che aveva nel periodo punk. Il suo primo lavoro viene prodotto dal citato duo di produttori britannici Jolley & Swain, marchio collettivo con cui sono maggiormente noti Steve Jolley e Tony Swain. Il disco viene composto dai due produttori, insieme alla stessa Alison Moyet, ad eccezione del brano "Invisible", scritto esclusivamente per lei dalla leggenda «letteraria» della casa discografica Motown, Lamont Dozier (autore, tra l'altro, di "To Be Reborn", la prima ballata solista dell'ex leader dei Culture Club, Boy George, Numero 13 in UK, appena tre anni dopo, nel 1987). Alf ottiene un successo enorme in Gran Bretagna, dove raggiunge, come accennato, addirittura la vetta della classifica degli album, producendo 3 singoli internazionali di successo, "Love Resurrection", "All Cried Out" ed "Invisible". Negli Stati Uniti, "Invisible", il singolo che dei tre riscuote meno successo nel Regno Unito, entra invece nel Top 40 di Billboard, cosa che agli Yazoo non era mai riuscita. In alcuni paesi europei, ma non nel Regno Unito né negli Stati Uniti, l'etichetta sfrutta il grande successo ottenuto dall'album, pubblicando un quarto singolo extra, non a caso intitolato "For You Only" («soltanto per te», ma anche «solo per voi», operazione che dà molto da pensare alla Moyet, riguardo al suo nuovo status di superstar, su cui incomincia a riflettere, come ben presto emergerà).

Nel 1985, Alison Moyet canta allo storico concerto del Live Aid, assieme al cantante soul inglese Paul Young, all'epoca all'apice del successo, con i suoi due primi album solisti e numerosi singoli, tra cui "Everytime You Go Away" e "Love of the Common People". Più tardi, Alison ritorna sul palco, non prevista dalla scaletta (con David Bowie e Pete Townshend, insieme all'organizzatore dell'evento, Bob Geldof), per dei cori d'emergenza, resisi necessari quando, durante l'esecuzione di Let It Be dei Beatles, il microfono principale, collocato proprio sul pianoforte di Paul McCartney, smette di funzionare, impedendo al pubblico di udire l'ex Beatle. In quello stesso anno, durante la promozione finale di Alf, prima dell'uscita del quarto singolo extra, "For You Only", Alison pubblica un ulteriore 45 giri, non incluso sul 33, costituito dalla cover del classico intitolato "That Ole Devil Called Love", che arriva fino al Numero 2 nella classifica dei singoli in Gran Bretagna (e tuttora rimane, come accennato, il singolo più alto in classifica per Alison Moyet nel Regno Unito). Il videoclip del brano vede Alison seduta, che canta la canzone, circondata da minuscoli cartoni animati colorati, che le volteggiano intorno, tra cui un simpatico diavoletto rosso (il titolo del brano significa leteralmente «quel vecchio diavolo chiamato amore»).

[modifica] Il secondo album: Raindancing (1987)

L'anno seguente, nel 1986, la cantante ottiene un altro grande successo nella madrepatria, con il singolo "Is This Love?" (scritto insieme a David A. Stewart, musicista del duo degli Eurythmics, ex marito della cantante Annie Lennox - l'altrà metà del duo - con lo pseudonimo di Jean Guiot, nome d'arte che utilizzerà anche per comporre in incognito, assieme alla seconda moglie Siobhan Fahey, ex Bananarama, all'interno del gruppo di quest'ultima, le Shakespears Sister), seguìto, nel 1987, dal secondo LP solista. L'album, intitolato Raindancing (ma doveva chiamarsi Chasing Rain, cioè «a caccia di pioggia», mentre il titolo definitivo si traduce con «danza della pioggia»), produce altri singoli di successo, tra cui una cover di un recente successo dei Floy Joy, intitolato "Weak In The Presence of Beauty" (la cui traccia ritmica comprende il battito del cuore del figlioletto di Alison, allora appena nato) e l'originale "Ordinary Girl" (che sembra avere, nonostante il titolo, «ragazza normale», un sottofondo omosessuale, che gli impedisce di andare oltre il Numero 43 nel Regno Unito - proprio in quegli anni, in lotta riguardo la famigerata age of consent, vale a dire l'«età del consenso», che discriminava allora tra eterosessuali e gay, per i quali l'età legale era notevolmente più alta, il che creava, di fatto, un grossissimo problema, a causa del numero altrettanto alto di giovani, soprattutto studenti, dichiaratamente omosessuali). Il quarto singolo estratto, altro flop parziale, almeno in Gran Bretagna, dove non entra nel Top 75, "Sleep Like Breathing", lentissima e suggestiva ballata, romantica e quasi notturna, è un duetto-fantasma, che vede alla voce maschile, inconfondibile, il cantante dei Simple Minds, Jim Kerr, la cui partecipazione, probabilmente per i soliti problemi di casa discografica, non viene però accreditata da nessuna parte. Nello stesso 1987, Alison pubblica un'altra cover, "Love Letters", che raggiunge il Numero 4 in Gran Bretagna. Il relativo videoclip vede la partecipazione del duo comico French & Saunders (che, un paio di anni dopo, insieme ad una terza persona, con il programmatico pseudonimo comico di Lananeeneenoonoo, parteciperanno al singolo di beneficenza delle rinnovate Bananarama, costituito dalla cover di un altro brano dei Beatles, "Help", registrato senza uno dei membri originari del trio, la citata Siobhan Fahey, appena uscita dalla band per formare il nuovo duo delle Shakespears Sister, sostituita da Jacquie O'Sullivan, proveniente da un gruppo punk underground dal nome simile, le Shillelagh Sisters).

[modifica] Il terzo album: Hoodoo (1991)

Dopo un periodo di riflessione personale e professionale, nel 1991, esce il terzo album, Hoodoo. L'album, il cui elenco dei brani sul retro è preceduto dalla frase "A herstory of" (in sintesi: «una storia raccontata da un punto di vista femminile»)[1], segna l'inizio della lunga e creativa collaborazione della cantante con Pete Glenister, allontanandosi di parecchio dal pop leggero e quasi scanzonato di Raindancing, e connotandosi invece come un album molto più personale ed introspettivo, oltre che fortemente ancorato alla realtà, orientato verso il sociale e, per certi versi, amareggiato e disilluso, come è chiaro dalla frase citata sopra ("A herstory of..."), che assume quasi il significato di un sottotitolo, e la cui chiave di lettura può essere riassunta da una frase, estrapolata dalla strofa finale del primo singolo, "It Won't Be Long": "And it won't be long (...) when I wake up/I won't see you by the bedroom door/In the wallpaper stained by the cup that I threw at your head", che si può tradurre come «Non ci vorrà molto che mi sveglierò e non ti vedrò accanto alla porta della camera da letto, con la carta da parati macchiata dalla tazzina che ti ho lanciato contro». Si tratta insomma di un tipico esempio del cosiddetto «kitchen sink soul» (letteralmente, "soul da lavello di cucina" - vedi, per esempio, "All Woman" di Lisa Stansfield"), in cui emerge il punto di vista casalingo femminile della realtà. Ma situazioni come questa, in cui la violenza domestica del testo si innesta su una base rock midtempo, piuttosto cupa, non piacciono molto alla casa discografica, così, rispetto ai suoi primi lavori, più ariosi e facilmente vendibili, Hoodoo riceve, nel complesso e al livello di 45 giri, poco supporto dall'etichetta e pochissima promozione. Nonostante i singoli estratti si riveleranno tutti dei flop (nessuno andrà oltre l'ultima posizione del Top 40), l'album, però, venderà più che bene nel Regno Unito, sfiorando addirittura la Top 10 (si fermerà proprio al Numero 11), ed Alison Moyet riceverà la nomination ad un Grammy Award negli Stati Uniti, proprio per il difficile singolo "It Won't Be Long". In ogni caso, l'uscita del controverso Hoodoo (la cui title track, scelta come quarto singolo extra, non entra neanche in classifica) segna l'inzio di quella che sarebbe diventata una vera e propria lunga battaglia, tenacemente combattuta dalla cantante, per garantirsi il controllo completo della direzione artistica da intraprendere. Come molti altri artisti del suo calibro (tra cui Aimee Mann e la compianta Kirsty MacColl), la Moyet è riluttante a registrare brani leggeri di pop radiofonico e da classifica, che abbiano come unico scopo quello di diventare dei successi usa e getta, da dimenticare per sempre, una volta finito il relativo periodo promozionale.

[modifica] Il quarto album: Essex (1994)

Il quarto album di Alison Moyet, intitolato Essex, esce nel 1994. Già dal titolo, ispirato dal nome della contea in cui l'artista è nata, nonché per la confermata presenza di Pete Glenister, è chiaro che si tratta di un lavoro personale, improntato alle atmosfere cupe e introspettive caratterizzanti il disco precedente. Purtroppo, la storia si ripete anche per quanto riguarda le controversie causate dall'insoddisfazione dell'etichetta: prima di far uscire Essex, la casa discografica (diventata nel frattempo il colosso Sony Music, a rendere il tutto ancora più difficile e insindacabile - basti pensare a due vittime illustri, Michael Jackson e George Michael, legalmente sconfitti, costretti a soccombere dopo anni di interminabili battaglie in tribunale) obbliga praticamente la Moyet a riregistrare e riprodurre alcune delle tracce dell'album, insistendo soprattutto sulla presenza di bonus tracks, costituite da remix, allo scopo di creare un prodotto più commerciale e vendibile. Il videoclip girato per "Whispering Your Name" vede di nuovo la partecipazione della comica Dawn French, del citato duo French & Saunders. Il singolo è l'unico dei 4 estratti a raggiungere la Top 20, arrivando fino al Numero 18, mentre gli altri 3, "Falling", "Getting Into Something" e "Ode to Boy II" (seconda parte di un pezzo scritto con gli Yazoo, "Ode to Boy", inserito nel loro secondo album, You and Me Both, del 1983) vagano smarriti tra il Top 40 e il Top 60 inglese. Quanto al long playing, Essex passerà alla storia come il 33 giri di Alison Moyet più basso in classifica in assoluto nel Regno Unito (Numero 24, nessun altro lavoro dell'artista ha mai fatto peggio).

[modifica] La prima raccolta di successi: Singles (1995) e la ristampa con il primo live: Live (No Overdubs) (1996)

Dopo la pubblicazione di Essex, la Sony fa uscire la prima di una serie di ravvicinate raccolte di successi di Alison Moyet, in studio e dal vivo. Con la compilation di brani di studio intitolata Singles, l'etichetta ottiene finalmente, nel 1995, ciò che vuole da tempo: il successo commerciale. Il long playing entra infatti direttamente al Numero 1 nella classifica degli album in Gran Bretagna (posizione che la Moyet non raggiungeva dal disco d'esordio, il pluridecorato Alf, del 1984), anche se i 2 brani inediti, inseriti nella collection, "The First Time Ever I Saw Your Face" e "Solid Wood", pubblicati come singoli, avranno vita breve (il primo non entra neanche nelle charts inglesi, mentre il secondo si arena al Numero 44). Segue comunque un tour britannico di concerti dal vivo, che ottiene un grande successo, grazie alla splendida voce di Alison, valorizzata proprio dalla dimensione live, al termine del quale la raccolta Singles viene ripubblicata, in un doppio CD, contenente anche un bonus disc live, intitolato Live (No Overdubs), proprio a sottolineare che si tratta di un concerto in presa diretta, senza post-produzioni o aggiunte in playback. Il doppio Singles/Live (No Overdubs) (ri-)entra in classifica, raggiungendo un rispettabile Numero 20.

[modifica] La seconda raccolta di successi: il CD The Essential Alison Moyet (2001) e l'omonimo DVD (2002)

A causa di continue liti e disaccordi con la Sony, Alison Moyet non registrerà nessun album di inediti di studio per oltre otto anni, dopo la pubblicazione di Essex. Durante questo periodo, comunque, metterà la sua voce al servizio di altri artisti, collaborando a brani di Tricky, Sylk-130, Ocean Colour Scene, The Lightning Seeds e King Britt, e partecipando anche alla tranche britannica della tournée dei Lilith Fair. Il 2001 vede l'uscita di un'altra raccolta in CD, intitolata, The Essential Alison Moyet, completata, nel 2002, dal DVD The Essential Alison Moyet.

Anche se la Moyet è più una fan di Cilla Black che della leggendaria cantante soul britannica Dusty Springfield (1939-1999), quando la Springfield, nel 1995, fece, senza saperlo, una delle sue ultimissime apparizioni televisive, cantando "Where Is a Woman to Go?", nello spettacolo musicale "Later With Jools Holland", sulla BBC, ai cori c'erano la cantante irlandese Sinéad O'Connor e la stessa Alison Moyet.

[modifica] Il quinto album: Hometime (2002)

Nell'agosto del 2002, dopo anni di forzato ritiro dalle scene e ripetuti rifiuti di scendere a compromessi, Alison Moyet, finalmente libera dal contratto con la Sony Music, firma con la Sanctuary Records, pubblicando il suo quinto album di inediti di studio, il primo per la nuova etichetta, ad otto anni di distanza da Essex (1994). Il disco, intitolato Hometime, è lo stesso che la Sony si era a lungo rifiutata di far uscire, e viene prodotto da The Insects, già produttori di brani per il gruppo dei Massive Attack e per la cantante Madonna. La pubblicazione del nuovo album, che raggiunge il Numero 18 in classifica nel Regno Unito, lancia Alison Moyet nel Top 5 delle artiste britanniche più vendute del 2002.

In quello stesso anno, la cantante riceve una nomination per il Brit Award, come «Miglior Voce Femminile» (categoria "Best Female Vocal"), venendo nominata anche per il prestigioso premio Mercury Music Prize (vedi la fine dell'introduzione per i link relativi alle due nomination).

[modifica] Il sesto album: la raccolta di cover in CD Voice (2004) e il DVD One Blue Voice (2006)

Voice, un'eclettica collection di cover, viene pubblicata il 6 settembre del 2004, entrando in classifica, nel Regno Unito, al Numero 7 (la Moyet non raggiungeva la Top 10 britannica degli album dall'epoca dell'uscita della sua prima raccolta, Singles, che, nel 1995, era addirittura entrata direttamente al Numero 1, ma l'ultimo album di inediti a raggiungere questo traguardo era stato il secondo, Raindancing, secondo anche in classifica, nel 1987, 17 anni prima). Prodotto e realizzato da Anne Dudley, vincitrice di un Academy Award (nonché vicina di casa di Alison), l'album verrà ristampato con una bonus track, "Alfie" (diminutivo di Alf, il citato soprannome della cantante nel periodo punk, nonché titolo del suo primo album solista), pubblicata, insieme a Almost Blue, come singolo a doppio lato A (che non entrerà però nel Top 75 britannico, fermandosi al Numero 99). Nel 2006, così come era stato per la raccolta The Essential Alison Moyet, nel 2001-2002, anche questa collection in CD viene completata dalla pubblicazione di un DVD, intitolato One Blue Voice.

[modifica] Il settimo album: The Turn (2007)

Nel mese di dicembre del 2006, Alison Moyet firma un nuovo contratto discografico con la W14, la nuova etichetta dello Universal Music Group. Il contratto vede Alison riunita al capo dell'etichetta, John Williams, suo A&R man[2] per i due album precedenti, Hometime e Voice. Il nuovo album della Moyet, intitolato The Turn, è uscito di recente, il 15 ottobre 2007, preceduto di una settimana dal primo singolo, "One More Time", e seguìto, qualche tempo dopo, dal secondo estratto, "A Guy Like You". Entrambi i singoli sono stati dei flop clamorosi, rientrati a malapena tra i primi 150 in classifica (il primo, di fatto, non è andato oltre il Numero 151, dunque ben lontano dal Top 75, che permette di affermare che un disco è effettivamente almeno entrato nella hit parade inglese). L'album, invece, è entrato nella classifica dei long playing al Numero 21, il 22 ottobre 2007 (una settimana dopo la sua pubblicazione): con il suo eclettico mix di canzoni composte dalla stessa Moyet, comprese le tre tracce da lei scritte per il play teatrale "Smaller" (vedi sotto la sezione 'Teatro'), è stato realizzato, come di consueto, a partire dalla svolta rock introspettiva iniziata con l'LP Hoodoo, con la collaborazione del fedele produttore e compositore Pete Glenister.

[modifica] Teatro

Alison Moyet debutta in teatro nel West End di Londra, nel 2001, nel musical "Chicago", ottenendo il plauso della critica. La Moyet recita il ruolo della matrona «Mama» Morton e, nonostante la sua presenza non fosse prevista che per qualche serata soltanto, l'esperienza piace così tanto alla neo-attrice che, alla fine, la breve comparsa verrà prolungata a sei mesi.

Nel 2006, Alison compare nella pièce teatrale "Smaller", imbarcandosi in una tournée regionale, prima di approdare di nuovo nel West End di Londra, al Lyric Theatre. Oltre a recitare il ruolo della co-protagnosita, insieme all'attrice comica Dawn French, la Moyet compone inoltre tre nuove canzoni per la produzione, inserite anche nel suo recentissimo album The Turn.

[modifica] Vita personale

Il secondo marito di Alison Moyet, David, è un assistente sociale. La coppia ha tre bambini (che nel 2007 avevano rispettivamente 22, 19 e 11 anni) [1].

Alison tifa per il Southend United Football Club e, di tanto in tanto, la si può vedere nel settore ovest del Roots Hall, lo stadio in cui la squadra gioca le proprie partite in casa e dove è stato girato parte del videoclip per il brano "Is This Love?". Inoltre, la canzone intitolata "Blue" - originariamente pubblicata soltanto come lato B, ma in séguito ri-registrata ed utilizzata come sigla della serie TV britannica "Playing the Field", che seguiva le vicende di una squadra di calcio femminile al di fuori del campo da gioco - è l'inno personale della cantante, dedicato al suo amore per il calcio e alla sua passione per il Southend United.

[modifica] Discografia

[modifica] Album

Anno Titolo UK USA Note
1984 Alf 1 45 Album di debutto solista.
1987 Raindancing 2 94 Secondo album di studio, originariamente intitolato Chasing Rain.
1991 Hoodoo 11 - Terzo album di studio.
1994 Essex 24 194 Quarto album di studio.
1995 Singles 1 - Raccolta di successi, su etichetta Sony Music.
1996 Singles/
Live (No Overdubs)
20 - Doppia raccolta di successi, su etichetta Sony Music, contenente, oltre alla precedente compilation di studio, anche un bonus disc dal vivo.
2001 The Essential Alison Moyet 16 - Raccolta di successi, su etichetta Sony Music.
2002 Hometime 18 - Quinto album di studio, l'album del ritorno, pubblicato ad 8 anni di distanza dal precedente long playing di inediti.
2004 Voice 7 - Album di cover.
2007 The Turn 21 Settimo album di studio, uscito in Gran Bretagna il 15 ottobre 2007.

[modifica] Singoli

Anno Titolo UK USA Album
1984 "Love Resurrection" 10 82 Alf
"All Cried Out" 8 -
"Invisible" 21 31
1985 "For You Only" - -
"That Ole Devil Called Love" 2 - 45 giri
1986 "Is This Love?" 3 - Raindancing
1987 "Weak in the Presence of Beauty" 6 -
"Ordinary Girl" 43 -
"Sleep Like Breathing" 80 -
"Love Letters" 4 - 45 giri
1991 "It Won't Be Long" 50 - Hoodoo
"Wishing You Were Here" 72 -
"This House" 40 -
"Hoodoo" - -
1993 "Falling" 42 - Essex
1994 "Whispering Your Name" 18 -
"Getting into Something" 51 -
"Ode to Boy II" 59 -
1995 "The First Time Ever I Saw Your Face" - - Singles
"Solid Wood" 44 -
2002 "Should I Feel That It's Over" 144 - Hometime
"Do You Ever Wonder" 113 -
2003 "More" 127 -
2004 "Almost Blue" / "Alfie" doppio lato A 99 - Voice
2007 "One More Time" 151 - The Turn
"A Guy Like You" 144 -

[modifica] DVD

[modifica] Note

  1. ^ "A herstory of" è un gioco di parole, praticamente intraducibile in italiano, almeno sinteticamente, ma il senso («una storia di... raccontata da un punto di vista femminile» - e dove ci sono i puntini di sospensione, bisogna inserire i titoli delle tracce dell'album, rispettandone l'ordine cronologico nella track listing) ruota attorno alla parola "herstory", chiaramente costruita su "history", che contiene i due lemmi "his" e "story": rispettivamente, "his" è l'aggettivo possessivo maschile di terza persona singolare che, nella lingua inglese, si accorda alla persona che possiede la cosa - e non alla cosa posseduta dalla persona, come accade invece in italiano - e quindi «suo/sua/sue/suoi di lui»; e "story", «storia», da intendersi proprio nel senso storico (perché si trova all'interno di "history", che indica anche la materia che si studia a scuola e la disciplina universitaria), e non nel significato di «storiella, aneddoto», come in "story". Inutile dire che la parola "herstory" è utilizzata di preferenza dalle femministe, mentre la tradizionale "history" veicola un significato più legato al punto di vista maschilista. Tra l'altro, le due parole suonano, rispettivamente, come "her story" («la storia di lei») e "his story" («la storia di lui»), il che si spiega da sé.
  2. ^ Nell'industria musicale, la sigla A&R sta per Artists and Repertoire ("Aristi e Repertorio") ed indica la sezione di una casa discografica, responsabile per la scoperta e lo sviluppo degli artisti. Costituisce l'anello di congiunzione tra l'artista o il gruppo sotto contratto e l'etichetta, in genere per favorire lo sviluppo artistico e commerciale degli artisti dell'etichetta. Una A&R person (persona che può essere sia un uomo, A&R man, sia una donna A&R woman) deve spesso occuparsi di gestire contrattazioni, trovare compositori e produttori per l'artista/gruppo in questione, oltre che pianificare sessions di registrazione.

[modifica] Bibliografia

  • Paul Gambaccini, Tim Rice, Jonathan Rice, British Hit Singles, Guinness Publishing (16a edizione - ISBN 0-85112-190-X)
  • Biografia di Alison Moyet sul blog All Music Guide, scritta da Stephen Thomas Erlewine (link)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Siti ufficiali

[modifica] Siti di fans

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