San Gavino Monreale
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San Gavino Monreale | |||
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Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | Medio Campidano | ||
Coordinate: | |||
Altitudine: | 35 m s.l.m. | ||
Superficie: | 87,54 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 108,07 ab./km² | ||
Comuni contigui: | Gonnosfanadiga, Pabillonis, Sanluri, Sardara, Villacidro | ||
CAP: | 09037 | ||
Pref. tel: | 070 | ||
Codice ISTAT: | 106014 | ||
Codice catasto: | H856 | ||
Nome abitanti: | sangavinesi | ||
Santo patrono: | Santa Chiara | ||
Giorno festivo: | 12 agosto | ||
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San Gavino Monreale è un comune di 9.460 abitanti della provincia del Medio Campidano.
Indice |
[modifica] Geografia
San Gavino è una cittadina della Sardegna situata nel cuore del Campidano. Il paese nasce all'incrocio di importanti percorsi viari ed è bagnato a nord dal Rio Pardu.
[modifica] Storia
Le sue origini risalgono molto probabilmente all'epoca nuragica, visti i reperti rinvenuti risalenti a tale periodo. Il paese prende il nome di San Gavino come conseguenza dell'insediamento dei primi abitanti intorno al villaggio di Nurazzeddu che comprendeva una piccola chiesa dedicata appunto a San Gavino. Il nome Monreale venne aggiunto in un secondo momento, più precisamente durante la dominazione spagnola, sotto il Giudicato di Arborea, e dovuto alla vicinanza del paese al castello di Monreale.
Nel Medioevo San Gavino appartenne alla curatoria di Bonorzuli, circoscrizione del Giudicato d'Arborea. In seguito venne conquistato dagli Aragonesi e in gran parte distrutto dalla guerra. Si giunse poi alla distribuzione delle terre fra baroni vincitori: San Gavino, il Castello di Monreale, Sardara e gli altri villaggi della baronia di Monreale vennero concessi ai Centelles, feudatari del marchesato di Quirra. Infine passò agli Osorio e il feudo fu riscattato nel 1839.
Ancora oggi San Gavino conserva diverse testimonianze fisiche di notevole interesse storico-artistico quali il complesso del castello di Monreale, che dalla sua altura domina la sella del Campidano. Questo appartenne al Signore di Arborea e vi soggiornò Teresa D'Entenca, sposa dell'Infante don Alfonso d'Aragona, impegnato nell'assedio di Cagliari (1324). In seguito alla rottura dei rapporti tra il segno sardo e quello aragonese, il castello assunse una funzione essenzialmente difensiva e probabilmente, furono effettuate anche opere di rafforzamento murario. Successivamente la rocca fu occupata dagli Aragonesi e poi abbandonata.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
[modifica] Economia
Il paese è noto non solo per i suoi monumenti e le antiche tradizioni agricole, ma anche per la produzione di riso. Sin dalle sue origini San Gavino è sempre stato improntato dall'agricoltura, soprattutto alla coltivazione dell'ulivo, della vite e degli agrumi. Ciò nonostante, sin dall'epoca dei Pisani, si è sempre differenziato dai restanti agglomerati, per la coltivazione dello zafferano, favorito soprattutto dalle condizioni climatiche e biologiche. Già nella seconda metà del XV secolo, contemporaneamente a una forte crescita demografica, si assiste anche a un estensione di tale coltura nei campi, che raggiunse uno dei suoi massimi livelli produttivi, infatti la produzione del suo "Oro Rosso", copre il 70% della produzione nazionale. La lavorazione dello zafferano è rimasta la stessa così com'è stata tramandata dagli anziani per cui il colore e l'aroma risultano immutati nel tempo.
Sono presenti inoltre industrie per la raffinazione del piombo e dell'argento.
[modifica] Feste e Manifestazioni
Tra le diverse manifestazioni di San Gavino Monreale spicca il carnevale sangavinese, che dai primi anni '80 è tra i più importanti ed imponenti della Sardegna con oltre 50.000 presenze. Consiste principalmente nella sfilata di carri allegorici che arrivano da tutta la Sardegna arrivando anche a 50 gruppi; si svolge la domenica ed il martedì antecedenti al mercoledì delle Ceneri (inizio della quaresima).
Tra le manifestazioni religiose sono da ricordare la sagra patronale di San Gavino e le feste di Santa Chiara, Santa Teresa e Santa Lucia.
Tra le iniziative culturali le più interessanti sono l'annuale rassegna dell'artigianato e la mostra di pittura in primavera e d'estate. In occasione dei raduni folkloristici viene esibito il costume antico.
Circa nel secondo fine settimana di Novembre si svolge la Sagra dello Zafferano, la più importante a livello regionale, durante il quale è possibile effettuare delle visite guidate alle case e ai campi dei produttori di zafferano e saranno affiancate dalla degustazione di piatti tipici a base della saporita spezia.
[modifica] Gastronomia
La gastronomia tipica offre primi piatti come i malloreddus fatti con lo zafferano produzione propria (Malloreddus alla Campidanese); minestre asciutte, carni, verdure, buon pane di semola e squisiti dolci allo zafferano e non.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Stefano Musanti dal 08/05/2005
Centralino del comune: 070 9374932
[modifica] Voci Correlate
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