Riccardo Muti
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Riccardo Muti (Napoli, 28 luglio 1941) è un direttore d'orchestra italiano.
È stato dal 1986 al 2005 direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano.
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[modifica] Carriera
Nel 1967 vinse il Premio Cantelli per giovani direttori d'orchestra. Dal 1968 al 1980 è stato direttore principale e direttore musicale del Maggio musicale fiorentino.Durante il periodo fiorentino di notevole interesse sono state le rappresentazioni del Nabucco di Verdi con la regia di Luca Ronconi,in particolare i costumi del quarto atto riconducibili alle divise dei soldati italiani nel risorgimento,il Guglielmo Tell di Rossini nella versione integrale e ancora di Verdi l'Otello con l'inedito finale del terzo atto.
Dal 1972 al 1982 è stato direttore principale della Philharmonia Orchestra di Londra succedendo ad Otto Klemperer.Con questa orchestra ha effettuto diverse registrazioni sia di opere italiane tra cui Aida di Giuseppe Verdi con la Caballè e Domingo che ad oggi risulta essere uno dei dischi d'opera più venduti al mondo e il Macbeth nel quale riapre tutti i vecchi tagli aggiunti nel corso degli anni da vari direttori,sia lavori sinfonici tra i quali spiccano l'integrale delle sinfonie di Schumann e Tchaikovsky.
Dal 1980 al 1992 è stato direttore musicale dell'Orchestra di Filadelfia, che ha portato in diverse tournée internazionali. Nel 1979 ne è stato nominato direttore principale, nel 1982 direttore onorario.Nel 1991 proprio con questa orchestra ha eseguito la Tosca di Giacomo Puccini,primo titolo del compositore toscano diretto dal maestro Muti.
Dal 1986 al 2005 Muti è stato direttore principale dell'Orchestra Filarmonica della Scala, con la quale l'anno successivo ha ricevuto il Viotti d'Oro e che ha portato in tournée in Italia e in Europa.
È spesso ospite della Filarmonica di Berlino e della Filarmonica di Vienna. Nel 1996 Muti ha diretto quest'ultima in occasione della chiusura della settimana del Festival Viennese, in un tour verso l'estremo oriente (Giappone, Korea, Hong Kong) e in Germania oltre che il Concerto di Capodanno nel 1993, 1997, 2000 e 2004.
Dal 1971,anno in cui vi ha debuttato con Don Pasquale di Donizetti su invito di Karajan, è uno dei partecipanti abituali del Festival di Salisburgo, dove dirige opere e concerti ed è particolarmente apprezzato per l'allestimento delle opere mozartiane. In particolare l'allestimento di Così fan Tutte è stato talmente acclamato che è stato ripreso ininterrottamente dal 1982 fino al 1988 ed è stato il direttore a cui il festival ha affidato la nuova produzione di Don Giovanni nel 1990 dopo la morte di Karajan. Nel 1991 declina l'invito a dirigere una nuova produzione della Clemenza di Tito a causa della regia che non ritiene confacente all'ultima opera scritta da Mozart;inoltre, a causa dei dissapori con il nuovo direttore artistico di Salisburgo Gerard Mortier, Muti non dirigerà più opere ma solo concerti con i Wiener Philarmoniker. Fino al 2005,quando scaduto il mandato di Mortier,tornerà sul podio per Il Flauto Magico e per l'Otello di Verdi previsto per il festival di Salisburgo 2008.
Oltre alla Scala, Muti ha diretto produzioni operistiche anche a Firenze, Napoli, Filadelfia, Monaco, Vienna, Londra e al Festival di Ravenna.
È sposato con Cristina Mazzavillani Muti, direttrice del Ravennafestival e da anni risiede a Ravenna.
Grande interprete verdiano e mozartiano, Muti è anche noto per le sue sempre interessanti esecuzioni operistiche di autori come Pergolesi, Gluck, Bellini, Rossini, Puccini e Wagner.
Oltre ai capolavori di Giuseppe Verdi e Mozart, alla Scala, Muti ha voluto riportare all'attenzione del pubblico le opere di Gluck ("Alceste", "Orfeo ed Euridice" e "Armide")e quelle di autori del periodo strorico neo-classico, quali Lodoiska di Luigi Cherubini e La Vestale di Gaspare Spontini. Inoltre il Maestro ha riportato alla scala dopo vent'anni sia Parsifal che l'intera tetralogia dell'Anello del Nibelungo di Wagner,ottenendo un enorme successo di pubblico e attestati di stima anche dal nipote del compositore tedesco,l'ottantenne Wolfgang Wagner; sempre negli anni 90 ha avuto il merito di riportare alla Scala opere non più eseguite da svariati anni come La Forza del Destino che ha riscosso un trionfale successo nel 1999, la Manon Lescaut di Puccini. Il 7 dicembre del 1999 apre la stagione scaligera dell'anno giubilare con il Fidelio di Beethoven con la regia di Herzog.
Il 16 marzo 2005, l'orchestra e lo staff della Scala hanno votato a larga maggioranza una richiesta di dimissioni di Muti. Muti ha cancellato un concerto prima della votazione e il 2 aprile ha dato le dimissioni.
Nel 2001, il maestro ha ricevuto il "Premio Internazionale Medaglia d'Oro al merito della Cultura Cattolica" dalla Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa. Ma il 2001 è soprattutto l'anno verdiano e il maestro regala ai milanesi in un'unica stagione Il Trovatore, Rigoletto, Traviata, Un Ballo in Maschera, Macbeth infine l'Otello per il 7 dicembre del 2001 con Placido Domingo nel ruolo del titolo, Barbara Frittoli nei panni di Desdemona e Leo Nucci come Jago. Il 27 gennaio 2001 dirige nella Basilica di San Marco a Milano il coro e l'orchestra del Teatro Alla Scala nella messa da Requiem di Giuseppe Verdi proprio nel giorno un cui 100 anni prima moriva il compositore.
Il 7 dicembre 2004 ha riaperto il Teatro alla Scala, dopo i lavori di restauro, dirigendo l'opera "Europa riconosciuta" di Antonio Salieri.
Il 2 marzo 2007 dirige l'Orchestra "Luigi Cherubini" in un concerto straordinario (Concerto in La minore per violoncello e orchestra di Schumann e Sinfonia n.4 "Tragica" in Do minore di Schubert) nella Basilica di San Francesco ad Arezzo di fronte agli affreschi di Piero della Francesca, nell'ambito del Festival musicale organizzato dall'Ente Filarmonico Italiano. Durante la serata viene insignito del premio "Il Filarmonico", consegnatogli da Lorenzo Arruga.
[modifica] Riconoscimenti accademici
Il 3 marzo 2007 la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo dell'Università degli Studi di Siena gli conferisce una laurea honoris causa in Letteratura e Spettacolo, consegnatagli dal Rettore Silvano Focardi. Secondo quanto ricorda la delibera della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, "la sua arte interpretativa, la sua attività di svecchiamento di obsoleti canoni esecutivi, che ha influenzato positivamente schiere di giovani direttori, la diffusione della musica d'arte presso platee di giovani, la fondazione di importanti istituzioni musicali, le molteplici iniziative umanitarie, ne hanno fatto uno straordinario rappresentante della cultura italiana nel mondo". Camillo Brezzi, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, motiva così la decisione di conferire la laurea al Maestro Muti: "Ci possono essere numerose motivazioni per insignire una personalità artistica di rilievo della laurea honoris causa. Alcune di esse sono di immediata riconoscibilità: il livello artistico raggiunto, l'attività internazionale, nel caso di un musicista la produzione discografica, la capacità di far scuola, la riconoscibilità e l'orignalità del metodo. [...] Proprio in questi anni il Maestro Muti ha creato l'Orchestra "Luigi Cherubini" chiamando giovani musicisti selezionati da una commissione internazionale. All'inizio poteva apparire un atto di fede. Oggi, a soli due anni di vita, è un fenomeno unico in Italia e ammirato dal resto del mondo. La critica e il pubblico hanno notato che con la "Cherubini" Riccardo Muti fraseggia da par suo con toccante e sicura delicatezza e che i nostri migliori talenti - oramai orchestra - con lui e grazie a lui dimostrano di avere la capacità preziosa di mettere in evidenza, sotto una luce intensa, ogni minimo dettaglio timbrico e armonico delle opere. Riccardo Muti, nel momento della sua piena e riconosciuta maturità artistica, ha deciso di mettere a disposizione dei giovani la sua esperienza ed il suo talento. Un docente eccezionale, per capacità e motivazioni".
[modifica] La controversia con La Scala
Nel 2003, a seguito di asserite divergenze fra Muti ed il sovrintendente della Scala, Carlo Fontana, Muti si rifiutò di partecipare alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione 2003. La nomina di Mauro Meli a nuovo direttore artistico fu fatta anche allo scopo di calmare il conflitto fra Muti e Fontana. In seguito Fontana fu rimosso dall'incarico di sovrintendente e Meli insediato al suo posto. A questo punto i musicisti si schierarono dalla parte di Fontana contro Muti, il quale ne trasse le conseguenze e dichiarò che dal quel momento in poi si sarebbe rifiutato di dirigere l'orchestra. Il 16 marzo 2005 l'orchestra e lo staff della Scala votarono a grande maggioranza una mozione di sfiducia nei confronti di Muti, il quale fu obbligato ad annullare un concerto già in programma prima del voto. Altre produzioni furono interrotte a causa dei continui contrasti con i sostenitori di Fontana. Il 2 aprile Muti rassegnò le dimissioni, adducendo a motivo quella che definì "ostilità" da parte di alcuni membri dello staff.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Bibliografia
- Michelangelo Zurletti. La direzione d'orchestra. Grandi direttori di ieri e di oggi. Giunti.
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