Motu proprio
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Motu proprio è una locuzione latina (tradotta letteralmente significa di propria iniziativa) che indica un documento, una nomina o in generale una decisione presa di "propria iniziativa" da chi ne ha il potere o la facoltà. Per antonomasia si intende un documento (decisione) del Papa che non è stato proposto da alcun organismo della Curia Romana.
Secondo il Codice di diritto canonico, infatti, il Pontefice è dotato di tutti i poteri per esercitare sovranità immediata su tutta la Chiesa universale, su ciascuna chiesa particolare (ad esempio le diocesi) e in materia di dottrina. In base alle decisioni del Concilio Vaticano I, inoltre, il magistero del papa gode dell'infallibilità in materia di fede e di morale quando viene espresso ex cathedra, cioè nel rispetto di alcune condizioni.
Il primo motu proprio di Papa Benedetto XVI ha riguardato la reintroduzione della Messa parlata e cantata in latino. Dopo il Concilio Vaticano II era necessaria una speciale dispensa del Vescovo per recitare la Messa secondo il precedente rito latino, in vigore fino agli anni '50. Con il motu proprio non è più necessaria la richiesta del vescovo, e il sacerdote è obbligato[citazione necessaria] a celebrare in latino (le preghiere previste nella liturgia), a seguito di una semplice richiesta dei fedeli.
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