Mitragliatrice
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La mitragliatrice è un arma automatica di reparto.
Ha un calibro non superiore a 20 mm (le armi di calibro superiore appartengono alle artiglierie).
Trova impiego contro obiettivi terrestri e per l'autodifesa contraerea.
Come in tutte le armi automatiche, la pressione sul grilletto provoca lo sparo di una serie di colpi, detta raffica, che termina solo quando la pressione cessa. Alcune mitragliatrici hanno un dispositivo, azionato da un secondo grilletto o predisponibile mediante un selettore, che limita il numero di colpi sparati in sequenza (raffica breve).
La celerità di tiro di una mitragliatrice è vincolata essenzialmente da due fattori: il ciclo meccanico di sparo e la produzione di calore.
L'accelerazione del ciclo meccanico di sparo (caricamento, chiusura, sparo, estrazione, espulsione) è ottenuta mediante diversi accorgimenti:
- materiali speciali e lavorazione accurata delle parti in movimento per ridurre al minimo gli attriti;
- adozione della chiusura labile, con l'otturatore che poggia soltanto contro la camera di cartuccia senza vincolarsi al castello;
- adozione di otturatori alleggeriti per ridurre le masse in movimento (MG 42).
In alternativa o in aggiunta può essere adottata la struttura a canne multiple.
La produzione di calore è molto elevata e può provocare la deformazione delle parti dell'arma con inceppamenti o addirittura con lesioni della canna o blocco della cartuccia per il fenomeno dei gas prigionieri.
Il raffreddamento può essere ottenuto in diverse maniere:
- mediante circolazione di liquido (mitr. FIAT Mod. 1914), sistema abbandonato dopo la Prima guerra mondiale, anche se armi raffreddate ad acqua hanno prestato servizio ancora nella Seconda guerra mondiale;
- mediante l'adozione di canne molto spesse (heavy barrel: Browning M2 e Springfield M2);
- mediante l'adozione di manicotti forati che provocano il rapido ricambio dell'aria per effetto Venturi (il manicotto può estendersi per tutta la lunghezza della canna, come sulle MG 34, 42 e successive);
- mediante l'adozione della struttura a canne multiple.
Sono previsti inoltre altri accorgimenti, come il cambio rapido della canna dopo un certo numero di colpi (MG 42/59, MG3), o la sua sostituzione a caldo mediante un maniglione di trasporto (AA 52)
Le celerità di tiro elevate sono richieste dalla volatilità degli obiettivi: per avere la certezza di colpire in modo significativo un obiettivo che è visibile o comunque a portata dell'arma per pochi secondi è necessario che il numero di colpi sparati al secondo sia molto elevato. Le raffiche lunghe, caratteristiche del tiro di accompagnamento nella guerra di trincea, non hanno più alcuna ragione di esistere.
Le mitragliatrici possono essere:
- Mitragliatrici leggere: nei calibri usuali delle armi individuali, sono facilmente trasportabili e talvolta possono anche fungere da fucile mitragliatore. Dispongono di celerità di tiro anche molto elevata, grazie al piccolo calibro.
- Mitragliatrici pesanti: in calibri maggiori (da 0.50" a 20 mm.), necessitano di almeno due serventi per il trasporto dell'arma ovvero richiedono la collocazione su una piattaforma semovente, ruotata o cingolata, blindata o meno. Il rilevante peso delle munizioni influisce notevolmente sulla loro autonomia.
- Mitragliatrici pesanti contraerei: normalmente usate in coppia o in quadrinata, in postazione fissa, sono idonee alla difesa di punto.
L'alimentazione delle mitragliatrici può avvenire mediante nastri di cartucce ovvero mediante caricatori.
[modifica] Voci correlate
- Arma automatica
- Fucile mitragliatore
- Mitragliatrice Gatling
- Mitragliatrice leggera
- Mitragliatrice pesante
- Mitragliera
- Pistola mitragliatrice
- AA 52