Michael Gaismair
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Michael Gaismair - o Gaismayr (Ceves, 1490 – Padova, 15 aprile 1532) è stato un politico, militare e rivoluzionario austriaco, capo ed ideologo della rivolta contadina in Tirolo e nel Salisburghese tra il 1525 e il 1526.
Gaismair naque a Ceves (oggi frazione di Vipiteno), presumibilmente nel 1490[1], da una famiglia di contadini e piccoli imprenditori minerari. Studiò alla scuola dell'Ordine Teutonico di Vipiteno (secondo altri[2] a Bressanone) e poi in un'università italiana la cui identificazione non è certa[3].
Trovò impiego come scrivano nelle miniere di Schwaz, per passare poi - nel 1524 - alle dipendenze del capitano dell'Adige (ovvero il luogotenente del Tirolo a sud del Brennero) Leonardo di Fiè. All'inizio del 1525 divenne segretario del principe-vescovo di Bressanone Sebastian Sprenz[1][4].
Fu poi nominato a capo della rivolta contadina nel principato vescovile e redasse il cahiers de doléances sottoposto al conte di Tirolo. Il compromesso raggiunto con questi ad Innsbruck (dove Gaismair non si recò) non soddisfece gli insorti e Gaismair guidò la resistenza fino all'arresto (agosto 1525)[4]. Dopo sette settimane di prigione riuscì a fuggire e riparò in Svizzera, dove - a Zurigo - conobbe Ulrico Zwingli, abbracciando la sua riforma.
In Svizzera (gennaio-marzo 1526) redasse gli statuti che dovevano essere l'alternativa al compromesso di Innsbruck: una repubblica di minatori e contadini, con sede a Bressanone, con le risorse minerarie bene pubblico e beni artigianali venduti sotto controllo statale. Preparò anche militarmente la rivolta, con l'aiuto di Zwingli. Il progetto di attaccare Glorenza venne scoperto e Gaismair si recò a Salisburgo, ove fu eletto capo della rivolta.
Nonostante le vittorie sul campo, Gaismair e il suo esercito furono costretti alla ritirata attraverso gli Alti Tauri e la val Pusteria, riparando ad Agordo, territorio della Serenissima Repubblica di Venezia, all'epoca in guerra con gli Asburgo (Lega di Cognac). Gaismair combatté nelle truppe venete e si guadagnò il riconoscimento di un vitalizio che gli consentì di stabilirsi a Padova, ma non riuscì ad ottenere nuove truppe per entrare in Tirolo e riprendere la rivolta (nel dicembre 1529 l'Austria e Venezia avevano infatti firmato la pace).
Morì nel 1532 a Padova per mano di due fanti che volevano incassare la taglia messa sulla sua testa da Ferdinando I[1].
[modifica] Note
- ^ a b c Giorgio Politi, Gli statuti impossibili. La rivoluzione tirolese del 1525 e il «programma» di Michael Gaismair, Einaudi, 1995 (ISBN 8806131176)
- ^ Aldo Stella, Il «Bauernführer» Michael Gaismair e l'utopia di un repubblicanesimo popolare, il Mulino, 1999 (ISBN 8815071911)
- ^ In realtà non è neppure certo che abbia frequentato l'università: appare probabile per la carriera che Gaismair svolse in seguito, ma non vi è documentazione (si veda il citato testo di G. Politi). Le sedi più probabili sembrano essere Padova e Pavia, ma Aldo Stella non esclude Vienna.
- ^ a b (DE) Articolo da Geschichte-Tirol.com, dal titolo Der Bauernkrieg unter Michael Gaismair