Ludovico il Moro
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Ludovico Maria Sforza (detto il Moro) (Vigevano, 27 luglio 1452 – Loches, 27 maggio 1508) è stato un nobiluomo italiano, duca di Bari dal 1479, poi duca di Milano dal 1494 al 1500.
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[modifica] Biografia
Ludovico Maria Sforza era il quarto figlio maschio di Francesco Sforza che divenne duca di Milano nel 1450 succedendo alla famiglia dei Visconti. Fin da bambino fu soprannominato il Moro, probabilmente a causa della carnagione scura e dei capelli neri (secondo altre fonti si sarebbe chiamato Ludovico Mauro Sforza, da cui il soprannome). Il padre morì nel 1466 e il fratello maggiore Galeazzo Maria divenne duca.
[modifica] Reggenza
Dopo l'assassinio di quest'ultimo nel 1476, Ludovico complottò per ottenere la reggenza del ducato da Bona di Savoia, madre del nuovo duca Gian Galeazzo, allora di sette anni. Il ducato era in quegli anni nelle mani di Cicco Simonetta, consigliere di fiducia di Bona, e Ludovico e il fratello Sforza Maria cercarono di sconfiggerlo con le armi. Sforza Maria morì (forse avvelenato) a Varese Ligure, e Ludovico fu costretto all'esilio.
L'anno dopo riuscì nell'opera di riconciliarsi con Bona e di far condannare a morte il Simonetta. Nel 1480 obbligò Bona a lasciare Milano per il castello di Abbiate (oggi Abbiategrasso) ed assunse la reggenza in nome del nipote. Si dice che il Simonetta avesse detto a Bona: Io perderò la testa, ma voi lo stato; da questo episodio cominciò la fama di doppiezza di Ludovico.
Muovendosi in modo accorto fra alleanze e tradimenti e avvantaggiandosi delle rivalità esistenti fra gli stati italiani, Ludovico riuscì ad ottenere per Milano una certa supremazia. Temendo soprattutto la potenza della confinante Venezia mantenne alleanze con la Firenze di Lorenzo il Magnifico, con Ferdinando I re di Napoli e con il papa Alessandro VI Borgia. La nipote di Ferdinando, Isabella d'Aragona, andò sposa a Gian Galeazzo Maria Sforza, mentre il fratello di Ludovico Ascanio era stato creato cardinale. Per contrastare la presenza veneziana in Romagna, appoggiò la nipote Caterina Sforza, signora di Imola e Forlì.
Nel 1491 sposò Beatrice d'Este, figlia di Ercole I d'Este duca di Ferrara. Dal matrimonio nacquero Massimiliano e Francesco.
Sotto la reggenza del Moro, Milano ebbe un periodo d'oro, con la presenza alla corte ducale di artisti come Leonardo e il Bramante, e di molti altri pittori, musicisti e poeti. Un'amante di Ludovico, Cecilia Gallerani, venne ritratta da Leonardo nel famosissimo dipinto La dama dell'ermellino. La chiesa delle Grazie venne ricostruita dall'Amadeo, e nel suo refettorio Leonardo realizzò il Cenacolo.
Nello stesso periodo vennero realizzate molte opere di ingegneria civile e militare come canali e fortificazioni e la produzione di gelso divenne elemento fondamentale dell'economia lombarda.
[modifica] Duca di Milano

Gian Galeazzo, che era formalmente il duca, e la moglie avevano lasciato Milano per creare una loro corte a Pavia; più di Gian Galeazzo, che non sembra avesse desideri di potere, fu la moglie Isabella a chiedere l'intervento del nonno (il re di Napoli) perché al marito fosse ridato il controllo effettivo del ducato.
Ludovico si alleò allora con l'imperatore Massimiliano e con il re di Francia Carlo VIII.
Massimiliano, dietro pagamento di un ingente somma di denaro, gli concesse il titolo di duca, legittimando così l'usurpazione, e sposò Bianca Maria Sforza, sorella di Gian Galeazzo. L'11 settembre 1494 Carlo VIII arrivò ad Asti ricevuto con grandi onori da Ludovico. Il 22 ottobre 1494 morì Gian Galeazzo e Ludovico ebbe il suo momento di massimo potere politico. Carlo arrivò facilmente fino a Napoli e la conquistò; a questo punto Ludovico cominciò a preoccuparsi della potenza francese e rovesciò ancora una volta le alleanze passando con Venezia e riuscendo a ricacciare Carlo in Francia grazie alla Battaglia di Fornovo del 1495 (ricavando cannoni da 70 tonnellate di bronzo originariamente predisposti per una statua equestre progettata da Leonardo da Vinci).
Durante la calata di Carlo VIII in Italia la città di Pisa che era soggetta alla Repubblica di Firenze si era ribellata e poiché i Fiorentini rifiutarono di aderire alla lega antifrancese che affrontò Carlo VIII a Fornovo sia la Repubblica di Venezia sia Ludovico il Moro inviarono truppe a sostegno di Pisa contro Firenze, entrambi con l'obbiettivo di impadronirsi del controllo della città.
[modifica] La caduta

Carlo VIII morì nel 1498 e il suo successore Luigi XII di Francia, essendo nipote di Valentina Visconti, era quindi pretendente al ducato di Milano, e si diede infatti a preparare una spedizione contro il Duca. Visto che i Pisani preferivano mettersi sotto la tutela di Venezia (la città era già stata soggetta al Signore di Milano sotto i Visconti) Ludovico ritirò le truppe da Pisa,avendo perso ogni speranza di potersi insignorire della città toscana. Rovesciò quindi l'alleanza con Venezia aiutando militarmente Firenze per la riconquista di Pisa, sperando che la Repubblica fiorentina lo aiutasse almeno con la diplomazia contro l'arrivo del re Luigi XII.
Ma la mossa era sbagliata, privandolo di un alleato, Venezia, che lo aveva aiutato concretamente fin dalla Battaglia di Fornovo e non rendendogli certo l'aiuto di Firenze di cui il Ducato di Milano era sempre stato fiero avversario fin dal XIV secolo. Tutto ciò fu evidente alla seconda discesa in Italia del re di Francia. Luigi XII alleatosi con Venezia che a questo punto era desiderosa di vendicarsi del voltafaccia di Ludovico a Pisa, passò in Italia e grazie anche alla rivolta del popolo milanese oppresso dalle tasse conquistò il Ducato in breve tempo occupandolo con le truppe svizzere.
Ludovico si rifugiò presso l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo e nel 1500 tentò di riappropriarsi di Milano; le truppe svizzere sue alleate si rifiutarono di entrare in battaglia e Ludovico fu catturato dai francesi il 10 aprile a Novara. Con l'arrivo dei francesi Milano perse l'indipendenza e rimase sotto dominio straniero per 360 anni.
Ludovico venne tenuto prigioniero nel castello di Loches, in Francia, dove morì nel 1508.