Contrada di Siena
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Nella città toscana di Siena, si chiama Contrada ognuna delle diciassette suddivisioni storiche della città all'interno delle mura medievali.
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[modifica] Suddivisione amministrativa
Esistono diciassette Contrade nella città di Siena e ognuna di esse mantiene da secoli i propri organismi rappresentativi eletti democraticamente in forma autonoma e indipendente. Le Contrade sono enti senza fine di lucro e sono considerate legalmente persone giuridiche.
Elenco delle contrade (in ordine alfabetico):
[modifica] Le contrade soppresse
Anticamente ci si riferiva, a Siena, alle contrade nell'accezione di rioni e questo ha causato differenti interpretazioni del numero delle Contrade intese come enti. È certo che "contrate" esistessero anche nel XIII secolo, ma con funzioni ben diverse da quelle attuali e conviventi con altri organismi (ad esempio, le Compagnie militari) che in seguito sarebbero in qualche modo "confluite" nelle Contrade.
Il numero delle Contrade moderne è stato, secondo le cronache, al massimo di 23. In aggiunta alle Contrade ancora esistenti, si ha notizia storica di altre sei, chiamate "contrade soppresse": Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte, Vipera. Nel XVII secolo queste andarono lentamente estinguendosi per carenze organizzative, non partecipazioni alla vita pubblica e così via. Il loro territorio fu inglobato dalle Contrade confinanti e di loro rimane traccia negli stemmi di alcune Contrade attuali. La leggenda secondo la quale queste fossero state sciolte per legge a causa dei disordini causati in un Palio del 1675 è priva di fondamento documentale. La stessa Aquila mancò dalla vita pubblica per quasi un secolo rischiando l'estinzione; quando fu riammessa alla partecipazione alle feste (1719), tra le proteste delle contrade confinanti che nel frattempo se ne erano spartite il territorio, venne stabilito il principio secondo il quale da quel momento non era più possibile costituire nuove Contrade. Nel 1929 la richiesta di costituzione di una nuova Contrada da parte degli abitanti di uno dei primi quartieri fuori le mura storiche di Siena, nella zona di San Prospero, fu respinta in base al principio stabilito nel Settecento.
[modifica] Appartenenza
Appartengono ad una Contrada i nativi del territorio stabilito dalla Nuova divisione dei confini delle Contrade di Violante Beatrice di Baviera, gli abitanti e i discendenti degli appartenenti ad una Contrada. In alcuni casi, la partecipazione alla vita della Contrada è estesa per Statuto a quelli che potremmo definire simpatizzanti o contradaioli elettivi che, pur non essendo nativi della Contrada, per legami diversi partecipano alle attività della Contrada.
I Protettori sono coloro che, avendone titolo in quanto appartenenti, sostengono la Contrada economicamente.
[modifica] Organizzazione interna
Ogni Contrada è organizzata in modo analogo.
Tutte hanno le proprie Costituzioni o Statuti che stabiliscono le finalità e gli ambiti di intervento della Contrada nella comunità di riferimento (il rione e chi lo abita), indicano le responsabilità di ogni organismo, regolano i meccanismi elettivi.
[modifica] Organizzazione amministrativa
Il Priore (detto Governatore nell'Oca e Rettore nel Bruco) è paragonabile a un Presidente del Consiglio della Repubblica italiana: gestisce la vita amministrativa della Contrada durante tutto l'anno, decide insieme ai consiglieri su iniziative sia amministrative che di svago, rappresenta la Contrada nelle manifestazioni ufficiali intra-contradaiole, mantiene i rapporti ufficiali con le altre Contrade e ne decide la loro direzione.
Il nome è una reminescenza dell'organizzazione ecclesiale (le compagnie laicali) a cui la Contrada si appoggiava nel XVII e XVIII secolo.
Il Seggio (detto anche Sedia o Deputazione) è paragonabile al Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana: i Consiglieri di Seggio (o Deputati) coordinano il lavoro del Priore, lo consigliano, ne eseguono le decisioni, prendono decisioni a loro volta nella loro sfera di competenza. Le assegnazioni dei Consiglieri di seggio variano da Contrada a Contrada così come variano i "ministri" dei Governi di Stati differenti. Esistono vicarii ("Vice-Presidenti del Consiglio"), addetti ai beni immobili, camarlenghi, addetti ai Protettori, addetti alla chiesa ecc.
Il Consiglio di Seggio con i suoi appartenenti, può essere paragonato a un Parlamento: approva o rigetta l'operato del Seggio, lo indirizza e viene chiamato a pronunciarsi su questioni che, per importanza, richiedono una disussione più ampia nella Contrada.
Alla base di tutto esiste l'Assemblea Generale del popolo. Il principio-guida è che l'Assemblea è sovrana. Non esiste decisione che non possa essere ribaltata dall'Assemblea e, nel caso fosse troppo tardi per tornare sui propri passi, il responsabile di una decisione non approvata può essere sfiduciato in qualsiasi momento. L'assemblea si svolge in media su base bimensile ma, in momenti di particolare attività, può essere convocata anche più volte in un mese. La convocazione avviene tramite affissione di avvisi alla sede della Contrada. Nel giorno dell'assemblea la bandiera della contrada viene esposta alla sede e la campana della chiesa chiama il popolo all'ora prestabilita. In alcune Contrade l'assemblea si svolge ancora nella Chiesa della Contrada.
[modifica] Altri gruppi interni
All'interno dell'organizzazione civile della Contrada esistono altri gruppi e consigli interni dedicati ad attività specifiche: il Gruppo Donne, il Gruppo Giovani, il Gruppo Piccoli, il Consiglio di Società. Mentre i primi tre si occupano di organizzare svaghi e avvicinare alla Contrada i rispettivi gruppi destinatarî, l'ultimo è il consiglio d'amministrazione della Società di Contrada, una sorta di club privato, con sale, giardini, spazi comuni, bar e (spesso) discoteca frequentato durante tutto l'anno dai contradaioli e dagli abitanti del rione come punto di ritrovo. Va inoltre ricordato che tutte e diciassette le Contrade senesi hanno in varie epoche fondato un autonomo Gruppo Donatori di Sangue, il cui scopo è quello di rinsaldare maggiormente il vincolo di consanguineità dei Contradaioli. Qualora un Contradaiolo si trovi nel bisogno di ricevere sangue, troverà sempre persone disposte ad aiutarlo. A Siena circolano svariati aneddoti su donazioni di sangue fatte in momenti di bisogno a persone appartenenti a Contrade rivali. Segno che la cavalleria regna sovrana quando si tratta di cose serie.
[modifica] Organizzazione paliesca
Accanto all'organizzazione civile della Contrada, esiste un'organizzazione militare. Se le Contrade hanno ereditato l'organizzazione delle Compagnie Militari quando l'esercito della Repubblica fu sciolto dopo il 1555, il Palio è la guerra fra Contrade. Le cariche ufficiali correlate al Palio possono essere paragonate a cariche militari.
Il Capitano è il responsabile della conduzione della Contrada per gli affari di Palio e nel periodo di Palio, come un tiranno o un comandante militare supremo. Anche lui una volta scelto può essere criticato, ma di eventuale sfiduciamento si parla sempre e soltanto dal 17, intendendo il giorno successivo al secondo Palio dell'anno, il 17 agosto, quando la stagione paliesca è passata e la Contrada ritorna alla vita civile. Il Capitano è affiancato da uno o più collaboratori detti Mangini o Tenenti, di sua esclusiva nomina, e da un Mangino del Popolo nominato dall'Assemblea che ha due compiti principali: quello di controllare l'operato del Capitano a nome del Popolo e di riportare all'Assemblea (come un'Authority moderna); e quello di coadiuvare fattivamente il Capitano stesso.
Il Capitano nomina personalmente e sotto la sua responsabilità tutte le persone dedicate alla gestione del Palio: barbaresco, addetti di stalla, veterinario, maniscalco.
[modifica] Meccanismi elettivi
Anche per i meccanismi elettivi, tutte le Contrade si basano sugli stessi principi. Esistono comunque differenze formali evidenti ma che non cambiano il principio democratico.
Tutte le cariche sono elettive e soggette a votazione in media ogni due anni. La carica di Capitano è spesso soggetta a riconferma annuale.
Le votazioni avvengono su lista unica compilata da una commissione elettorale votata allo scopo in Assemblea. L'elettore può approvare il nome proposto per ogni carica o cancellarlo, cassarlo; in quest'ultimo caso può indicare un nome alternativo.
Prima delle elezioni in molte Contrade è possibile proporre una lista di minoranza, alternativa a quella proposta dalla commissione elettorale. In questo caso gli elettori potranno scegliere una delle due liste o proporre nomi alternativi. Questa situazione è estrema e delinea una profonda spaccatura interna; si verifica molto di rado.
Risultano eletti tutti coloro che raggiugono il 50% dei voti più 1. La nomina è personale, non di lista e gli eventuali candidati non eletti non invalidano l'elezione degli altri componenti della lista.
[modifica] I rapporti esterni
La Contrada intrattiene rapporti ufficiali sia con lo stesso Comune di Siena che con altri enti locali senesi e non.
[modifica] Il Magistrato delle Contrade
I Priori delle Contrade sono riuniti in un organismo chiamato Magistrato delle Contrade che si riunì per la prima volta nel 1905 nella Chiesa di San Cristoforo, nella Contrada Priora della Civetta che deve il suo titolo proprio da questo evento. È molto discusso se al giorno d'oggi questo organismo estrinsechi appieno le sue potenzialità o se si limiti a una gestione di basso profilo, bloccato da veti incrociati sugli argomenti più delicati della vita contradaiola odierna. Uno dei documenti prodotti negli ultimi anni da questo organismo ha avuto una notevole rilevanza sia nella vita contradaiola interna sia in alcuni aspetti esteriori del Palio. Si tratta del Rituale Contradaiolo (vedi collegamenti esterni) che stabilisce una serie di norme (ad es., tempi e luoghi di esposizione della bandiera della propria Contrada alla propria abitazione) che sono state adottate in pieno dalla popolazione contradaiola.
[modifica] Il Consorzio per la tutela del Palio di Siena
Il Consorzio per la tutela del Palio di Siena è un altro organismo intercontradaiolo. Si tratta in questo caso di una Società Cooperativa costituita tra le Contrade di Siena per:
- "... la tutela e la protezione dell'immagine, delle insegne, degli stemmi, degli emblemi, delle armi e armature, di bandiere, gonfaloni, costumi, vestiario, gualdrappe e colori e quant'altro fa parte del patrimonio delle Contrade e del Palio di Siena e viene utilizzato dalle Contrade e dal Comune di Siena." (tratto da Sito web ufficiale)
L'attività del Consorzio consiste in pratica nella tutela legale dei diritti di copyright su tutto quello che è l'iconografia storica delle Contrade e in quella dell'immagine del Palio e delle Contrade stesse intervenendo nei casi in cui se ne ravvisino "distorsioni" o addirittura plagi e diffamazioni.
[modifica] I gemellaggi
Ogni Contrada, in quanto organismo autonomo, intrattiene anche rapporti ufficiali con altre comunità italiane, in alcuni casi formalizzate da gemellaggi ufficiali. L'Aquila è gemellata con la città dell'Aquila, la Chiocciola con Venezia (via San Marco è il centro del suo territorio e la Società della Contrada è denominata San Marco) e con Campione d'Italia (per via dello stemma in comune), la Giraffa con Grosseto (per via dei colori bianco e rosso in comune), l'Istrice con Perugia, la Lupa con Roma (per via dello stemma), l'Oca con Trieste, l'Onda con Talamone, la Pantera con Lucca (per via dello stemma), la Selva con Cuneo, la Tartuca con Trento.
[modifica] Le attività ricorrenti
[modifica] La festa titolare
La festa titolare è la celebrazione del Santo patrono della Contrada. In ognuna, lo schema tradizionale è lo stesso.
La festività viene spostata alla domenica infraottava (la domenica successiva) al giorno dedicato al Santo patrono. Correntemente, solo una Contrada, la Chiocciola mantiene la festa nel giorno di Santi Pietro e Paolo (29 giugno), facilitata in questo dalla concomitanza con l'inizio delle festività del Palio.
La sera precedente nella chiesa della Contrada viene celebrato il mattutino. Nelle strade del rione si svolgono giochi, fiere e intrattenimenti che attirano numerosi visitatori nelle strade.
Nel giorno della celebrazione, la "comparsa", un numeroso gruppo di giovani e meno giovani alfieri e tamburini vestiti con i costumi della Contrada, lascia il rione di primo mattino per il "giro". Durante tutta la giornata si visiteranno tutte le altre Contrade "consorelle" eccetto le contrade avversarie. Alcune contrade mantengono la tradizione di visitare uno per uno i propri "protettori" residenti all'interno delle mura per effettuare sotto le loro finestre la "sbandierata" di omaggio. Nelle Contrade alleate e presso alcuni protettori viene offerto un rinfresco.
Lo sfilare dei figuranti seguiti dai contradaioli che intonano cori attraverso la città nelle domeniche primaverili ed estive, affascina spesso i turisti che pensano ad uno spettacolo allestito per loro piuttosto che a una celebrazione "interna".
Nello stesso giorno, di norma, il Priore della contrada battezza i nati durante l'anno. Non si tratta di un battesimo religioso bensì di un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua alla propria contrada. È un'usanza relativamente recente (1947) che ha trovato terreno fertile ed ha assunto piena cittadinanza tra le tradizioni senesi. I giovani e gli adulti mai battezzati in precedenza sono ammessi al rito. Ogni contrada ha creato, nella seconda metà del XX secolo una "fontanina battesimale" nel territorio del rione.
A fine giornata, il popolo della Contrada e la comparsa terminano il "giro" ritrovandosi di norma in Piazza del Campo per effettuare il "rientro" nel rione, una sfilata finale che conclude le celebrazioni.
È da tempo usanza di organizzare un'intera settimana di festeggiamenti subito prima o subito dopo il giorno della celebrazione, con cene (di solito nelle strade del rione), ritrovi per i più piccoli e divertimenti più svariati.
A confronto con le occasioni di svago e di ritrovo dei nostri giorni, questi festeggiamenti hanno, a volte, un sapore "antico" e un po' naif anche se, in realtà, le attività che vengono organizzate non sono dissimili da quelle svolte in qualsiasi città di popolazione analoga a Siena durante feste di quartiere.
[modifica] Partecipazione al Palio
Le Contrade competono due volte all'anno nella corsa del Palio. Pur non essendo l'unica finalità dell'ente-Contrada, il Palio è il momento più pubblico e appariscente della vita annuale delle Contrade e del loro popolo.
In base al Regolamento del Palio, la Contrada è tenuta al partecipare al Palio se non vi ha fatto rinuncia. Nei secoli passati il meccanismo era opposto: la Contrada si doveva iscrivere per partecipare.
La partecipazione al Palio è definita da una sequenza di operazioni ufficiali (l'estrazione a sorte delle Contrade, la tratta ovvero l'assegnazione a sorte dei cavalli, le prove, la segnatura dei fantini, ovvero la loro ufficializzazione da parte delle Contrade il giorno della corsa) guidate e gestite dall'Amministrazione Comunale, accompagnate da celebrazioni (il trasporto del Palio nella Chiesa di Provenzano, per il Palio del 2 Luglio, o in Duomo, per il Palio del 16 Agosto, la messa del fantino), rituali ufficiali e non, che culmina nella Corsa del Palio al termine del corteo storico in Piazza del Campo .
[modifica] Il Masgalano
Il Masgalano è il premio che viene assegnato alla Contrada i cui rappresentanti effettuano la migliore comparsa durante il corteo che in Piazza del Campo precede la corsa del Palio.
[modifica] La festa della vittoria
Le contrade che vincono il Palio di luglio e quello di agosto festeggiano in modo fastoso le vittorie verso la fine di settembre e agli inizi di ottobre. Nei rari casi in cui la stessa contrada vinca entrambi i Palii di un anno, si dice che questa abbia fatto "cappotto" e in questo caso i festeggiamenti saranno ancora più sfarzosi. Questo evento si è verificato l'ultima volta nel 1997 ad opera della Giraffa. Nel caso di Palii straordinari nel mese di settembre, la contrada vittoriosa festeggia di solito nella primavera dell'anno successivo.
In ogni caso, dopo la vittoria, la contrada organizza un numero di cene pari al numero di vittorie conseguite fino ad allora, senza soluzione di continuità. Queste cene sono, come tutte le attività contradaiole, autogestite e gli appartenenti alla contrada si alternano nell'organizzazione di questi ritrovi. Alle cene partecipano sia i contradaioli che gli ospiti, invitati sia a livello ufficiale che a livello personale. In questo periodo di festeggiamenti, i contradaioli colgono l'occasione per ritrovarsi e organizzare i festeggiamenti finali, composti dalla cena della vittoria e da una successiva settimana di ulteriori festeggiamenti. Nei primissimi giorni successivi alla conquista del Palio, questo viene portato trionfalmente in giro attraverso la città, con tamburi e bandiere, per sottolineare la gioia e continuare gli sfottò ai danni dell'avversaria e dei perdenti.
Alla cena della vittoria partecipano tra i circa duemila commensali, nei casi delle contrade meno numerose, e i cinquemila ed oltre, nei casi di contrade popolose. Dati i numeri, in questi casi l'organizzazione viene spesso affidata a società di catering, anche perché tutti i contradaioli desiderano godersi la giornata di celebrazioni. La cena si svolge ovviamente nella piazza più grande del rione, e gli addobbi sono particolarmente curati. Ovunque spiccano i colori della contrada, dalle decorazioni urbane all'apparecchiatura dei tavoli. Durante la giornata di celebrazioni, vengono consegnati regali e ricordi ai principali artefici della vittoria, dal Capitano al fantino.
Alla cena, in posizione d'onore, partecipa anche il cavallo vittorioso.
Durante la cena, che si protrae a lungo, le contrade alleate e amiche intervengono con figuranti in "montura" che portano un regalo in segno di amicizia. Ad esempio, bandiere della contrada celebrante cucite a mano, damigiane di vino che verranno usate nei giorni successivi, vassoi in argento cesellato.
Nei giorni successivi alla cena della vittoria, e di solito fino al sabato successivo, si svolgono i "cenini" a tema: cena delle donne, cena dei bambini, cena degli uomini, cena degli avanzi (il lunedì successivo) ecc.
Durante tutto l'inverno, vengono organizzate cene nella ricorrenza mensile della vittoria (il 2 o il 16 del mese).
Prima di riconsegnare il piatto che sovrasta il Palio, nel mese di maggio, la contrada celebra la chiusura ufficiale dei festeggiamenti, con un pranzo durante il quale tutti i commensali mangiano del riso servito da tale piatto.
[modifica] La chiusura dell'Anno Contradaiolo
A Siena esiste un "capodanno" particolare, quello contradaiolo. È solo una data simbolica e cade il 1 dicembre, per il Santo Patrono di Siena, Sant'Ansano. In questa data le contrade organizzano di solito un "Banchetto annuale", spesso in qualche località nei dintorni della città. È un ritrovo molto privato, in cui il numero dei partecipanti rappresenta il "nucleo" della comunità contradaiola.
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Bibliografia
- Alan Dundes, Alessandro Falassi, La terra in Piazza (Un'interpretazione del Palio), Siena, Nuova Immagine Editrice, 1994.
- Alessandro Falassi, Giuliano Catoni, foto di Pepi Merisio, Palio, Siena, Electa-Monte dei Paschi, 1982
- Giovanni Cecchini, Palio e Contrade nella loro evoluzione storica, riedizione in Palio, Siena, Electa-Monte dei Paschi, 1982
[modifica] La pianta di Siena di Francesco Vanni
- Virgilio Grassi, I confini delle contrade secondo il Bando di Violante Beatrice di Baviera, Siena 1950
- Ettore Pellegrini, La pianta di Siena rilevata da Francesco Vanni e i luoghi dello Studio senese, in Università di Siena. 750 anni di storia, Siena 1991, pp. 575-84
- Le due città. Le vedute e le piante di Siena nelle collezioni cittadine (dal XVI al XIX secolo), Catalogo della mostra, Siena, Palazzo Pubblico, 25 marzo – 9 maggio 1999, Siena 1999, pp. 46–47
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