Civiltà minoica
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Minoica è il nome dato alla civiltà cretese dell'età del bronzo. Il termine, derivato dal leggendario re Minosse, fu coniato dall'archeologo britannico Arthur Evans. La vantaggiosa posizione geografica dell'isola favorì il sorgere della prima civiltà mediterranea e di un fiorente impero marittimo che dal Mare Egeo controllava una rete commerciale che raggiungeva l'Egitto, la Siria, le regioni a nord del Mar Nero e l'Occidente.
Indice |
[modifica] Storia cronologica
Generalmente l'età minoica si divide in tre periodi, antico minoico (3000 a.C.-2000 a.C.), medio minoico (2000 a.C.-1550 a.C. circa) e tardo minoico (1550-1050 a.C. circa), a loro volta divisi in tre fasi, indicate con i numeri romani I, II e III.
Altri studiosi, basandosi sull'evoluzione dei palazzi di Cnosso e Festo, distinguono quattro fasi: prepalaziale (fino al 2000 a.C. circa), protopalaziale (fino al 1650 a.C. circa), neopalaziale (fino al 1530 a.C.) e postpalaziale.
Dopo una fase neolitica iniziata approssimativamente nel 7000 a.C., iniziò il periodo dell'età dei metalli, corrispondente all'epoca che va dal calcolitico all'inizio dell'età del bronzo, durante il quale nuove genti di origine anatolica si stanziarono sull'isola.
[modifica] Periodo protopalaziale
Questo periodo è caratterizzato da un consistente incremento demografico, cui seguì una progressiva estensione delle aree abitate, e dalla comparsa della scrittura ideografica. Già in quest'epoca sono attestati contatti con l'Egitto, testimoniati dal rinvenimento di vasi litici colorati, sigilli ed amuleti, molto simili a quelli egiziani del primo periodo intermedio.
Il periodo di massima fioritura della civiltà minoica inizia verso il 2000 a.C. con il Minoico medio. Caratteristiche peculiari della nuova fase protopalaziale sono la comparsa della scrittura sillabica (Lineare A), la costruzione dei primi palazzi a Cnosso ed a Festo e l'inizio della ceramica policroma.
Verso la fine del medio minoico II, all'incirca nella prima metà del XVII secolo a.C., i grandi palazzi vennero distrutti, forse a causa di un terremoto.
[modifica] Periodo neopalaziale
La fase III del medio minoico, che va approssimativamente dal 1650 a.C. al 1530 a.C., vide la ricostruzione dei palazzi delle grandi città cretesi e l'inizio del massimo splendore dell'architettura e dell'arte minoica.
Nel corso del XVI secolo a.C., prima fase del tardo minoico, alcuni palazzi vennero nuovamente distrutti, forse con la sola eccezione di quello di Cnosso.
All'incirca negli anni compresi tra il 1450 a.C. ed il 1400 a.C., tardo minoico II, dovette aver luogo un'invasione da parte di popoli greci, che fece entrare Creta nella sfera d'influenza della civiltà micenea.
Nella terza fase del tardo minoico si assiste all'introduzione di un nuovo tipo di scrittura, la Lineare B, ed a una involuzione dello stile ceramico. Solamente a Cnosso, il cui palazzo fu distrutto nel XIV secolo a.C., è attestata la continua occupazione almeno fino alla fine dell'XI secolo a.C.
[modifica] Arte
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Per approfondire, vedi la voce Arte minoico-micenea. |

Uno degli aspetti fondamentali della civiltà minoica è costituito dall'attività artistica, che nella orificeria, nella glittica e soprattutto nella ceramica e nell'architettura raggiunse alti livelli di maestria.
La ceramica cretese passò attraverso tre fasi distinte: lo stile geometrico dell'antico minoico fu sostituito da quello policromo detto di Kamares, mentre la terza fase del medio e le prime due del tardo minoico furono caratterizzate da uno stile naturalistico molto ricco di motivi marini e vegetali.
Nel tardo minoico III si assiste ad una involuzione dell'arte ceramica, testimoniata dal cosiddetto stile di palazzo.

Anche nell'architettura e negli affreschi dei palazzi l'arte minoica espresse notevoli capolavori.
Sorti nel medio minoico come residenza del monarca i grandi palazzi di Cnosso, Festo, Malia e Kato Zakros si sviluppavano intorno al grande cortile rettangolare. Intorno ad essi sorgevano i nuclei abitativi, i magazzini ed ambienti di servizio.
Nella fase neopalaziale si assiste ad una crescita verticale del palazzo, con l'aggiunta di scalinate e propilei. Di questa fase ci sono pervenuti i magnifici affreschi policromi che adornavano le pareti del palazzo con motivi vegetali e figure umane o animali.
[modifica] Religione
La religione cretese era basata su una dea o un gruppo di dee, probabilmente venerate sotto diversi aspetti, fra cui quello della Grande Madre e della Potnia theron. Attributi della dea erano il serpente, simbolo legato alla terra, la colomba, simbolo della fecondità, ed il leone.
Altri simboli sacri cretesi erano la labrys (doppia ascia) ed il toro, protagonista della leggenda del Minotauro e della tauromachia.
Mentre in epoca antica le cerimonie religiose si svolgevano in grotte sacre o sulle montagne, dal XVII secolo furono delle sale dei palazzi ad essere utilizzate come luoghi di culto. La dea cosiddetta madre rappresenta una figura tipica in tutte le civiltà che si affacciavano sul Mar Mediterraneo e veniva identificata con nomi differenti quali Astarte, Ishtar, Cibele, Rea, Dictinna, e per questo motivo viene chiamata dagli studiosi "dea veneranda".Oltre questi segni era considerato un simbolo sacro anche la bipenne, un'ascia a due tagli.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Hutchinson, R.W., L'antica civiltà cretese, Einaudi, Torino 1976
- Crombette, Fernand. Clartés sur la Crète ; 1 tome ; Ceshe asbl, Tournai, réf. 2.21 - 1998
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