Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi
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La chiesa di Sant'Anna dei Lombardi o anche Monteoliveto è ricordata in genere perché testimonia dell'interesse che in Napoli suscitarono fermenti artistici sviluppatisi nel Rinascimento toscano: soprattutto dal punto di vista architettonico, le grandi cappelle a pianta centrale rimandano chiaramente alle analoghe costruzioni fiorentine (l'intervento di Benedetto da Maiano è da mettere in relazione alle cappelle Piccolomini e Correale). Il resto della chiesa si presenta invece nella veste che le fu data nel XVII secolo, sacrificando l'originaria in stile gotico, di cui rimangono alcune finestre tamponate visibili all'esterno, sui lati, e l'atrio, in piperno caratterizzato dall'arco a sesto ribassato tipico del tardogotico napoletano, ricostruito, comunque, dopo i bombardamenti nel 1943. Da ricordare che il presbiterio fu aggiunto nel XVI secolo. All'interno, ancora, una vera e propria antologia della scultura del Quattrocento e del Cinquecento: opere di Guido Mazzoni, Antonio Rossellino, Benedetto da Maiano, Giovanni da Nola, Pedro Rubiales e molti altri.
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[modifica] Storia
La chiesa venne fondata nel 1411 da un ministro del re Ladislao che patrocinò la costruzione di una piccola chiesa affidata ai padri Olivetani; la fabbrica fu sottoposta a radicali lavori di ampliamento da parte di Alfonso I di Aragona e ben presto divenne tra le favorite della corte Aragonese. Nel XVII secolo fu trasformata in stile barocco da Gaetano Sacco e, nel 1799, scacciati gli olivetani, fu concessa all'arciconfraternita dei Lombardi. Nel 1805, parte della chiesa crollò a causa di un terremoto, ed in quest'occasione andarono distrutti tre dipinti del Caravaggio, che erano stati eseguiti appositamente per la chiesa.
[modifica] La chiesa
La facciata della chiesa è composta dal predetto arco in piperno, l'interno è a navata centrale con copertura a botte e cupola e cappelle a lato, vi si trovano: altare Ligorio di Giovanni da Nola e altare Del Pezzo di Girolamo Santacroce nella navata. Tra le cappelle, tutte rinascimentali, si possono riconoscere la Cappella Correale (con architettura ispirata alla maniera di Giuliano da Maiano in cui trovano alloggio sculture di Benedetto da Maiano), la Cappella Tolosa (di Giuliano da Maiano con sculture dei Della Robbia e affreschi di Cristoforo Sacco) e la Cappella Piccolomini; nelle altre invece ci sono tombe della nobiltà napoletana del XV secolo e tutte sono decorate da affreschi di Giuseppe Simonelli, di Baldassarre Aloisi, Nicola Malinconico, Annibale Caccavello, Francesco Solimena ed altri.
[modifica] Principali opere d'arte
Nell'atrio gotico è conservata la tomba di Domenico Fontana.
In una cappella e conservato il complesso scultoreo raffigurante il Compianto di Cristo di Guido Mazzoni.
Nella sagrestia vecchia, affreschi del Vasari e stalli lignei decorati a tarsie lignee realizzate da Fra Giovanni da Verona nel 1506-1510.
I tre dipinti di Caravaggio perduti nel terremoto del 1805 erano il San Francesco in meditzione, il San Francesco che riceve le stimmate ed una Resurrezione; di quest'ultima, il pittore fiammingo Louis Finson (o Finsonius) realizzò una copia, oggi ad Aix-en-Provence.
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