Carmelo Imbriani
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Dati biografici | ||
Nome | Carmelo Imbriani | |
Nato | 10 febbraio 1976 Benevento |
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Nazionalità | ![]() |
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Altezza | 180 cm | |
Peso | 70 kg | |
Dati agonistici | ||
Disciplina | Calcio | |
Ruolo | Centrocampista / Attaccante | |
Squadra | ![]() |
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Carriera | ||
Giovanili | ||
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Squadre professionistiche ![]() |
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1993-96 | ![]() |
32 (4) |
1996-97 | →![]() |
24 (1) |
1997-98 | →![]() |
32 (2) |
1998-99 | ![]() |
1 (0) |
gen.1999 | ![]() |
12 (0) |
1999-02 | ![]() |
46 (2) |
2002-03 | ![]() |
22 (0) |
2003-04 | ![]() |
0 (0) |
gen.2004 | ![]() |
12 (0) |
2004-05 | ![]() |
21 (2) |
2005-06 | ![]() |
12 (0) |
2006-08 | ![]() |
58 (3) |
Totale Serie A | 32 (4) | |
Statistiche aggiornate al 30 dicembre 2007 | ||
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito |
Carmelo Imbriani (Benevento, 10 febbraio 1976) è un calciatore italiano, centrocampista offensivo e capitano del Benevento.
Indice |
[modifica] Gli esordi
Cresciuto nel Napoli, Marcello Lippi nella stagione 93/94 gli regala l'esordio in massima serie in un Napoli-Cagliari terminato 2-1 per i sardi.
La sua carriera ha i primi "lampi" verso la fine del campionato 94/95. Vujadin Boskov lo fa esordire titolare a Brescia contro i locali, e Imbriani lo ripaga con un gol e un assist, risultando decisivo per la vittoria azzurra.
[modifica] Il nuovo "Golden Boy"
La stagione 95/96 è quella che lo porta alla vera esplosione. Parte titolare e sigla due gol importantissimi: in casa dell'Atalanta ma soprattutto all'Inter davanti a 70.000 spettatori, gol che risulterà decisivo a fini del 2-1 finale degli azzurri.
La sua maglia azzurra numero 19 è la più venduta fra i tifosi che per il suo modo di giocare gli danno il soprannome di "Game Boy", le sue ottime prestazioni fanno cadere su di lui gli occhi di Cesare Maldini che lo fa entrare nel giro della Nazionale Under 21, e nel frattempo entra quasi nel mito quando Angelo Peruzzi gli nega per un soffio uno straordinario gol di tacco al "Delle Alpi" contro la Juventus, ricevendo i complimenti anche da Gianni Agnelli.
E' un periodo d'oro per il nuovo "golden boy" del calcio italiano, che quando non segna fa segnare, ma pochi mesi dopo, una flessione in negativo della sua squadra, e l'acquisto dell'attaccante Filippo Inzaghi (che non arriverà in azzurro solo per un ripensamento all'ultimo momento del Parma) sfiduciano il calciatore che entra in un buio momento nella parte centrale del campionato, riuscendo a trovare nuovamente la via del gol solo verso la fine.
[modifica] Il proseguio di carriera
Poco prima l'inizio della nuova stagione 96/97, su consiglio di Gigi Simoni (mister appena giunto a Napoli, che lo vede ancora acerbo soprattutto dal punto di vista mentale), i dirigenti napoletani decidono di dare Imbriani in prestito nelle serie minori, in modo da non rinforzare una diretta concorrente di massima serie, e nell'intento di far "fare le ossa" al ragazzo e non farlo soffrire grosse "pressioni" ambientali.
Tal scelta si rivela sbagliatissima per il futuro del calciatore. Imbriani si trasferisce alla Pistoiese, dove subisce il contraccolpo psicologico di una personale doppia "retrocessione" (dalla serie A alla serie C1), e il conseguente ambientamento al nuovo campionato. Dopo l'esperienza toscana, l'anno dopo (97/98) è al Casarano, sempre in C1, ma la situazione societaria disastrosa (a fine campionato la squadra retrocede e la società fallirà), mettono il calciatore in una condizione tale da non poter esprimere le sue reali potenzialità.
Tornato alla base dopo la due stagioni in prestito nell'estate 1998, Renzo Ulivieri, nuovo allenatore del Napoli appena retrocesso in serie B, lo conferma nella rosa che deve affrontare il pronto ritorno in serie A, ma chiuso in attacco da Murgita (pupillo dello stesso Ulivieri) prima, e da Stefan Schwoch poi, Imbriani a malincuore lascia la squadra azzurra per approdare al Genoa, dove disputerà un ottima seconda parte di campionato, culminata in una straordinaria partita giocata proprio contro gli azzurri partenopei.
A Genova avviene un'importante evoluzione tattica per Imbriani: l'allenatore Luigi Cagni da seconda punta lo trasforma in esterno di centrocampo. Un ruolo che fino ad oggi non ha mai più abbandonato nella sua carriera.
A fine stagione, Imbriani è messo sul mercato dai rossoblu con gli altri "pezzi pregiati" della squadra per far fronte alle difficoltà economiche della società, e passa al Cosenza, sempre in serie B. In Calabria giocherà tre campionati ad alti livelli (il primo anno il Cosenza sfiora la serie A), riuscendo a dimostrare il suo valore con continuità, seppur con alcune difficoltà nell'ultima stagione nel 2002.
[modifica] Il ritorno a casa
Terminata l'avventura cosentina, Imbriani nell'estate 2002 fa una "scelta di vita" e decide di tornare nella sua città per dare una mano al Benevento (in serie C1), che rischia la retrocessione: la squadra si salverà stoicamente ai playout.
E' l'inizio di un legame che tutt'ora dura seppur con due abbandoni, e due successivi ritorni, per indossare le maglie di Salernitana e Foggia nella stagione 2003/2004 e Catanzaro nella stagione 05/06.
Dal 2006 è quindi simbolo del nuovo Benevento, nel frattempo fallito per problemi economici e costretto a ripartire con una nuova società dalla serie C2. Imbriani attualmente per la terza stagione consecutiva è il leader, e soprattutto capitano, indiscusso della squadra che lotta per il ritorno in serie C1.
[modifica] Curiosità
- Il suo nome viene pronunciato nella canzone Santa Maria del pallone dei Modena City Ramblers
- Il giorno 21 ottobre 2007 ha disputato la sua centesima gara con la maglia del Benevento