Vittorio Lollini
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Vittorio Lollini (Modena, 5 febbraio 1860 – Roma, 13 luglio 1924) è stato un avvocato e politico italiano.
Nato a Modena il 5 febbraio 1860 da Sigismondo e Matilde Salice. A Finale Emilia, dove il padre era cancelliere della locale Prefettura, frequentò i circoli socialisti e conobbe una delle figure più importanti del movimento operaio modenese, Gregorio Agnini.
In casa Agnini conobbe la sorella di Gregorio Elisa che sposò nel 1885. Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita a Bologna nel 1882 con una tesi su "L'Ammonizione e il Domicilio Coatto", si trasferì a Roma dove iniziò la professione di avvocato penalista. Fu avvocato difensore in molti processi politici tra la fine dell'800 e i primi del '900: tra gli altri quello al cognato Agnini e quello ad Amilcare Cipriani e Pietro Calcagno imputati di associazione a delinquere per i moti del 1891-1892 e di L. Bissolati e C. Prampolini nel 1899 accusati di aver rovesciato le urne durante la votazione sulle leggi Pelloux .
Fu consigliere comunale socialista in varie località dell'Emilia, delle Marche, a Roma e nella Valle del Liri. Fu eletto parlamentare nella XXI, XXV e XXVI legislatura. Fu relatore di importanti progetti di leggi sulla bonifica dell'Agro Pontino, sull'edilizia popolare e sulla ricerca della paternità.
Nel gennaio del 1922 a Capua fu aggredito e ferito da un gruppo di squadristi. Alla fine del Congresso socialista di Roma dello stesso anno, aderì al Partito Socialista Unitario di Filippo Turati e Giacomo Matteotti. Morì a Roma il 13 luglio 1924.