Sibari
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Provincia: | ![]() |
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Comune: |
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Coordinate: | ||||||||
Altitudine: | 3 m s.l.m. | |||||||
Abitanti: |
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Nome abitanti: | sibariti | |||||||
Pref. telefono: | 0981 | CAP: | 87011 | |||||
Sibari (greco: Συβαρις, Sybaris) fu una città della Magna Grecia sul mar Ionio, affacciata sul golfo di Taranto, tra i fiumi Crati (Crathis) e Coscile (Sybaris), attualmente riuniti a circa 5 km dal mare, ma una volta con foci indipendenti.
Indice |
[modifica] Storia

Sibari era la più antica colonia greca in quest'area.[1] Secondo la leggenda sarebbe stata fondata verso il 720 a.C. da Iso di Elice, con coloni achei e di Trezene: i Trezeni furono tuttavia ben presto allontanati.
Sorgeva in un sito caratterizzato da pianura particolarmente fertile, divenuta solo successivamente insalubre: la città accrebbe presto la sua ricchezza, grazie anche ad una politica che favoriva l'immigrazione, ed ebbe un ampio territorio. Fu madrepatria di altre colonie sulla costa del Tirreno, tra le quali Poseidonia (Paestum), Laos e Scidro (Skidros).
I Sibariti divennero proverbiali in Grecia nel VI secolo per la vita lussuosa. Tuttavia le tensioni tra il partito democratico e quello oligarchico, che portarono all'espulsione di questi ultimi, finirono per causare una guerra con la vicina città di Crotone (Kroton), dove gli oligarchi si erano rifugiati. La vittoria arrise a Crotone, nonostante il numero inferiore delle sue forze e la città di Sibari venne distrutta nel 510 a.C., mentre il fiume Crati venne deviato per coprirne le rovine.[2]
Nel 444-443 a.C. i discendenti degli antichi abitanti fondarono, insieme agli Ateniesi, una nuova città, la colonia panellenica di Thurii.[3]
Le esplorazioni archeologiche condotte nel 1879 e ancora nel 1887 portarono alla scoperta di una vasta necropoli della fine dell'età del ferro ("Torre Mordillo") e di un'altra, della fine del V secolo a.C., nella quale sono collocate delle tombe coperte da tumuli (detti localmente timponi). In alcuni casi le sepolture hanno restituito ricchi corredi tombali (piatti aurei con iscrizioni greche. Un tumulo in particolare, di dimensioni monumentali, ospitava al suo centro un singolo sarcofago.
I reperti archeologici dell'antica città sono oggi custoditi nel Museo archeologico nazionale della Sibaritide
[modifica] Sibari oggi
L'attuale Sibari, frazione del comune di Cassano allo Ionio, è sorta negli anni '60 pochi km a nord dei siti archeologici di "Parco del cavallo", "Prolungamento Strada" e "Casabianca", contigui fra di loro, a cui si dive aggiungere "Stombi", leggermente distante da questi tre.
La crescita del centro abitato si deve alle bonifiche, finanziate dall'allora governo, attraverso l'azione del consorzio Opera Sila: lungo il basso corso del Crati si riportò alla luce la piana di Sibari, la più grande della Calabria. Sibari ha una forte propensione al turismo (Laghi di Sibari e Marina di Sibari oltre a vari villaggi turistici) e all'attività agricola.
La frazione ha una popolazione di circa 5000 abitanti e negli ultimi anni sono avvenuti molteplici ma vani tentativi di chiedere l'autonomia comunale. Negli anni '80 e '90 ha conosciuto uno sviluppo per il turismo balneare o culturale. L'agricoltura produce agrumi, olive e riso. Nel settembre 2004 l'Associazione "Rinascita per Sibari comune" ha presentato presso il Consiglio Regionale una proposta di legge per l'istituzione del comune di Sibari che dovrà essere corredata dalla presentazione di 5000 firme raccolte nell'ambito della Regione Calabria.