Rivoluzione scientifica
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Rivoluzione scientifica, in generale, è il termine con il quale vengono chiamati quei particolari momenti della storia della scienza nei quali la comunità scientifica abbandona una tradizione di ricerca per adottarne una nuova, definendo pertanto la fase di passaggio tra un paradigma scientifico e l'altro. Alle rivoluzioni scientifiche si contrappongono i periodi di "scienza normale", durante i quali la ricerca scientifica viene condotta all'interno del paradigma di riferimento.
Con Rivoluzione scientifica in particolare ci si riferisce normalmente soprattutto alla fase di straordinario sviluppo della scienza che abbraccia il periodo compreso tra la data di pubblicazione del capolavoro di Copernico Le rivoluzioni degli astri celesti (1543) e quella dell'opera di Isaac Newton I principi matematici della filosofia naturale (1687).
Il termine viene introdotto nel 1954 con l'opera The scientific revolution di A.R. Hall. Il concetto viene poi ampliato con il saggio La struttura delle rivoluzioni scientifiche da Thomas Kuhn.
[modifica] Significato sul piano filosofico
La Rivoluzione scientifica prende avvio con la Rivoluzione astronomica, uno degli avvenimenti culturali più importanti della storia dell'Occidente e tra quelli che più hanno contribuito al passaggio dall'età medioevale all'età moderna.
Dalla Rivoluzione scientifica e dalla metodologia galileiana derivano:
- la concezione della natura come ordine oggettivo e causalmente strutturato di relazioni governate da leggi;
- la concezione della scienza come sapere sperimentale - matematico, avente lo scopo di ampliare progressivamente le conoscenze dell'uomo e di dominarle a vantaggio dell'uomo stesso.
E' di fondamentale importanza, inoltre, l'idea stessa della scienza, che passa da un'immagina rinascimentale legata fin troppo alla magia ed alla "elezione" quale presupposto per l'accesso a tale sapere, per passare ad una visione moderna della scienza quale presupposto di conoscenza sistematica e trasmessa. Il passaggio dall'una all'altra immagine ha inveitabilmente avuto un lunghissimo corso, ma il punto rilevante di questo cambio di rotta è avvenuto grazie alla concezione di un sapere basato su metodi e risultati che siano trasmissibili e che non richieda alcun viaggio d'iniziazione e che possano essere soprattutto accessibili a tutti. Non più, quindi, la agia rinascimentale oppure l'esperimento <curioso> tipico della produzione leonardiana, ma un sapere che risponde alle caratteristiche del sapere scientifico moderno.
[modifica] Le forze avverse
La scienza moderna ai suoi inizi ha dovuto fronteggiare due autorevoli e forti ostacoli:
- la tradizione culturale ufficiale, che si sentiva minacciata: il nuovo sapere metteva in discussione molte teorie fisiche e cosmologiche consolidate, era portatore di uno schema culturale nuovo ed anti-finalistico, basandosi sulla forza dell'esperienza e della verifica svuotava di senso ogni dogma e minava le vecchie "autorità";
- la religione cattolica, che si sentiva parimenti minacciata: veniva smontata la visione cosmologica in cui essa aveva inquadrato le proprie credenze, confidando in un'interpretazione letterale e non allegorica delle Scritture (vedi il caso Galileo), e si affermava il principio della libera ricerca, che veniva ritenuto pericoloso quanto quello del libero esame sostenuto dai protestanti.
[modifica] Voci correlate
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