Radioisotopo
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I radioisotopi sono isotopi radioattivi, perché il loro nucleo è instabile. Questi isotopi particolari possono emettere a seconda dei casi: particelle α, corrispondenti a due neutroni e due protoni (un atomo di elio due volte ionizzato), o particelle β, corrispondenti a elettroni. Possono inoltre emettere energia sotto forma di radiazioni dette γ. Attraverso l'emissione di particelle e di radiazioni essi decadono, ovvero si trasformano in atomi più stabili.
[modifica] Utilizzo
Hanno numerosi impieghi in ambito scientifico. Possono essere usati per esempio per datare fossili e rocce (vedi Metodo del carbonio-14); In biochimica, per studiare le trasformazioni cui una determinata molecola va incontro; In campo medico, le radiazioni emesse da alcuni radioisotopi si sono rivelate utili nel distruggere le cellule tumorali.
Per contro, la presenza incontrollata nell'ambiente degli isotopi radioattivi di quegli elementi che vengono attivamente incorporati dai viventi può rappresentare un grave rischio, in quanto le radiazioni possono alterare la struttura delle molecole biologiche più importanti. Tali isotopi sono andati aumentando a causa delle esplosioni nucleari e si sono distribuiti sulla superficie terrestre con la ricaduta radioattiva (il cosiddetto fall out).
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