Plasmide
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I plasmidi sono piccoli filamenti circolari di DNA superavvolto a doppia elica, presenti nel citoplasma e distinguibili dal cromosoma batterico per le loro dimensioni ridotte. Il materiale genetico che li contraddistingue permette all'organismo ospite di svolgere varie funzioni non essenziali. I plasmidi sono capaci di spostarsi tra le cellule (anche non uguali, ma filogeneticamente affini) influendo sulla variabilità genetica.
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[modifica] Episomi
Un episoma è un plasmide che è in grado d'integrarsi nel DNA dell'organismo ospite. Per questo motivo, può rimanere integro per molto tempo, venire duplicato da ogni divisione dell'ospite, e diventare parte integrante del suo corredo genetico. Questo termine non è più comunemente usato per i plasmidi, perché è ormai chiaro che una regione di omologia con il cromosoma, come un trasposone, trasforma il plasmide in un episoma. Nei mammiferi, il termine episoma si riferisce al DNA circolare (come un genoma virale), che è mantenuto dal cromosoma della cellula ospite.
[modifica] Caratteristiche dei plasmidi
[modifica] Funzioni accessorie
Tra le caratteristiche funzionali che i plasmidi sono in grado di conferire, figurano:
- la produzione o la resistenza agli antibiotici, ai metalli pesanti e ai raggi UV;
- l'utilizzo di fonti di carbonio insolite o la fissazione di azoto inorganico nel suolo;
- la produzione di proteine in grado di uccidere gli altri batteri (batteriocine);
- la virulenza (plasmide Ti di Agrobacterium tumefaciens).
[modifica] Dimensioni
La maggior parte dei plasmidi presenta dimensioni decisamente ridotte (meno di 10kb), ma è solitamente presente in un elevato numero di copie (15-20) per cellula. Tali plasmidi sono in grado di riprodursi attraverso una origine di replicazione autonoma.
Altri plasmidi sono invece molto più grandi (anche 100kb circa). Tali molecole sono presenti in poche copie o persino in copia singola. Questo è il caso, ad esempio, del plasmide F di Escherichia coli responsabile della produzione del pilo e presente in copia singola.
Alcuni batteri possiedono pure dei megaplasmidi, cioè molecole circolari particolarmente grandi (circa 1/3 del cromosoma batterico).
[modifica] Perpetuazione dei plasmidi
La perpetuazione dei plasmidi è possibile mediante un meccanismo di ripartizione che fa sì che il plasmide venga replicato da una serie di proteine chiamate par, in modo che, dopo scissione binaria, ogni batterio figlio possieda una copia del plasmide. I plasmidi presenti in un elevato numero di copie sono divisi casualmente tra le cellule figlie.
[modifica] Utilizzo
Per le loro caratteristiche, i plasmidi trovano largo impiego in biologia molecolare e nell'ingegneria genetica, poiché possono essere manipolati per produrre vettori ricombinanti.
[modifica] Bibliografia
- Anthony Griffith; Jeffrey Miller; David Suzuki. Genetica. Principi di analisi formale. Bologna, Zanichelli, 1996. ISBN 88-08-09452-9
[modifica] Voci correlate
- Sequenziamento
- Ricombinazione
- Tecnologia DNA ricombinante
- Vettore (biotecnologie)
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