Pellagra
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La pellagra è una malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B, in particolare niacina (vitamina PP) o di triptofano, amminoacido necessario per la sua sintesi. Questa vitamina è presente tra gli altri nei prodotti freschi, nel latte, nelle verdure e nei cereali. Questo disturbo è frequente tra popolazioni che della polenta di sorgo o di mais facevano il loro alimento base.
Colpisce principalmente persone affette da disturbi gastrointestinali o da alcolismo cronico (che interferiscono con l'assorbimento e l'assimilazione della vitamina).
Un tempo colpiva duramente le popolazioni delle zone rurali del nord Italia e in particolare quelle più povere del Veneto orientale e del Friuli.
Anche il mais possiede questa vitamina in una forma che però non può essere assorbita dall'intestino, se non dopo un trattamento con alcali, come avviene per la preparazione delle tortillas.
La pellagra è responsabile di un quadro clinico detto "delle 3D": demenza, dermatite e diarrea.
I sintomi della pellagra sono disepitelizzazione (desquamazione -perdita- della pelle) delle mani e del collo, diarrea, perdita di appetito e di peso, lingua arrossata e gonfia, depressione e ansia. Particolare rilievo hanno i sintomi neurologici, che si manifestano inizialmente come una sindrome polinevritica con disturbi principalmente sensoriali. Risultano essere associati frequenti disturbi psichici (confusione e deterioramento intellettivo) e cutanei (eritemi ed eruzioni bollose). I sintomi della pellagra subclinica possono essere erroneamente interpretati come sintomi di una malattia mentale, e se non curato, questo disturbo può portare alla morte nel giro di pochi anni. Possibili complicanze della malattia possono essere identificate in lesioni a carico del SNC (sistema nervoso centrale, in particolare midollo spinale e tronco encefalico) con conseguenti quadri associati di ipertonia, nistagmo e sindrome piramidale.
Grande contributo alla cura della pellagra lo dette il medico cislaghese Gaetano Strambio, autore di tre trattati sulla malattia, nel XVIII secolo.
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