Lino Lacedelli
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Lino Lacedelli (Cortina d'Ampezzo, 4 dicembre 1925) è un alpinista italiano.
È stato protagonista di numerose imprese alpinistiche, tracciando vie di arrampicata originali e di elevata difficoltà.
Si narra che la sua prima arrampicata sia avvenuta alle Cinque Torri, sopra a Cortina d'Ampezzo a soli 14 anni, dopo essere sfuggito alla custodia del padre.
Dopo aver aperto una nuova via, nel 1954, lungo la parete sud della Cima Scotoni, nelle Dolomiti, viene convocato da Ardito Desio per la spedizione italiana al K2. Di lui scriverà poi Desio nella relazione ufficiale al K2: ”celibe, 29 anni, di Cortina d'Ampezzo. Alto 1.78 m; professione idraulico, guida alpina e maestro di sci...".
L'impresa alpinistica che lo ha reso famoso in tutto il mondo è la conquista della vetta del K2 nel Karakorum (alto 8611 metri) avvenuta il 31 luglio 1954, assieme alla guida valtellinese Achille Compagnoni.
Per quanto all'epoca la relazione ufficiale di Ardito Desio parlasse di una conquista senza l'uso dell'ossigeno (Lacedelli e il suo compagno di scalata riferirono di averlo terminato a quota 8.400 m), le foto poi pubblicate sull'annuario svizzero "Berge der Welt" del 1955 [1] dimostrarono invece che l'ossigeno era stato da entrambi utilizzato fino in vetta. Nel caso della foto di Lacedelli in vetta si vede chiaramente la zona fino a qualche istante prima coperta dalla maschera, in quanto sono ben visibili - ghiacciate - le goccioline di condensa che segnano i contorni della maschera appena tolta. D'altronde risultava poco credibile, confrontando gli orari e le quote fornite dai primi due scalatori, che la progressione con l'ossigeno fosse avvenuta coprendo un dislivello medio 31 metri all'ora (tra le quote 8100 m e 8400 m) mentre quella compiuta nelle ultime due ore di salita (tra le quote 8400 m e 8616 m), senza l'ausilio dell'ossigeno, fosse avvenuta a una velocità di 100 metri di dislivello all'ora, ossia tre volte più velocemente (e per giunta a un'altitudine superiore e con un peso inutile di 19 kg - il basto con le bombole dell'ossigeno vuote - sulla schiena). Ne nacque una polemica nota come caso K2 che venne finalmente chiarita dal CAI nel 2004.
Fa parte degli Scoiattoli di Cortina, un gruppo di arrampicatori non professionisti fondato l'1 luglio 1939.
Possiede un negozio di articoli sportivi all'insegna del K2 a Cortina d'Ampezzo.
Dal 2005 è cittadino onorario di Montebelluna [1]
[modifica] Curiosità
Amante degli scherzi, di lui così racconta Walter Bonatti nel suo libro Le mie montagne, riferendo un episodio accaduto durante la spedizione al K2:
"Un mattino Lacedelli entra nella mia tenda per svegliarmi e scherzando mi afferra tra le sue braccia, me e il sacco-piumino in cui sono avvolto e addormentato. L'imprudente mi trascina sulla soglia e comincia a dondolarmi, ma ad un tratto sguscio via dalla sua presa, fuori dal sacco, e finisco giù a rotoloni per la prospiciente china ghiacciata, nudo com'ero nel piumino. Fu quello che si può definire uno 'scherzo pesante', dal quale riportai tali ammaccature e ferite che mi invalidarono per una decina di giorni. Quando rinvenni disteso sul tavolo, Lacedelli stava lì come un cane bastonato, tuttavia, per evitargli complicazioni da parte del rigido capospedizione fui d'accordo con i miei compagni di giustificare come 'mal di pancia' la mia forzata convalescenza".
[modifica] Bibliografia
- 2004 - Lino Lacedelli e Giovanni Cenacchi: K2 il prezzo della conquista. 176 pp, Mondadori, Milano