Georges Jacques Danton
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« De l'audace, encore de l'audace, toujours de l'audace! » |
(Georges Jacques Danton)
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Georges Jacques Danton (Arcis-sur-Aube, 26 ottobre 1759 – Parigi, 5 aprile 1794) è stato un politico francese.
Fu un grande protagonista della rivoluzione francese.
Prima della rivoluzione francese, George Danton si diplomò a Reims in diritto e nel 1787 si trasferì a Parigi, dove divenne uno dei migliori avvocati della città.
Allo scoppio della rivoluzione si schierò a fianco del terzo stato e poco dopo venne eletto presidente del club dei Cordiglieri grazie alla sua grande capacità oratoria.
Spesso si mise in mostra grazie alla sue posizioni molto radicali. Dal 1789 al 1794 venne accusato molte volte e minacciato di arresto per aver preso parte ad alcune delle più sanguinarie manifestazioni della rivoluzione e la sua attività di rivoluzionario divenne sempre più frenetica.
Dopo la cattura del re che tentava la fuga, la sua figura divenne molto popolare tra i rivoluzionari e nel 1792 venne eletto ministro della giustizia; fu tra i primi protagonisti della rivoluzione a proporre di istituire la repubblica e nonostante la grande opposizione riuscì anche a creare un esercito comandato da Charles François Dumouriez per combattere la coalizione antifrancese.
Venne eletto deputato della Convenzione Nazionale ma fu cacciato dai deputati della Gironda a causa delle sue idee radicali e fu costretto a schierarsi con gli esponenti della Montagna nonostante egli non condividesse i loro ideali estremisti.
Conclusasi la battaglia tra Montagnardi e Girondini (con la sconfitta di questi ultimi), Danton diviene membro del comitato di salute pubblica (l’organo esecutivo della nuova repubblica francese) in cui viene proposto più volte di terminare la guerra tra la Francia e le monarchie europee grazie ad un azione diplomatica.
Durante quel periodo nel comitato, Danton si allontanò sempre più dalle idee di Robespierre (che all’interno del comitato era il “padrone assoluto”) perché erano troppo estremiste e durante il governo del comitato da parte dei giacobini egli divenne uno strenuo oppositore della loro linea politica e durante il cosiddetto periodo del Terrore venne accusato di essere “un nemico della repubblica”.
Danton era stato una figura di spicco nella rivoluzione Francese, diventando prima deputato della convenzione, poi ministro della giustizia e in seguito anche membro della comitato di salute pubblica, egli aveva sempre guardato con passione le lotte del popolo e approvava anche la “sete di sangue” della gente che secondo lui doveva riscattarsi dei torti e dei soprusi subiti, ma Danton compì un grave errore, quello di farsi nemico di Robespierre che vide in lui un pericolosissimo rivale e nel marzo del 1794 lo fece arrestare e condannare alla pena capitale.
Venne processato dal tribunale della rivoluzione e si autodifese con grande eloquenza; mise a tacere i giudici insultandoli ma inutilmente: ormai Danton era stato condannato, ma prima che la sentenza fosse emessa si lasciò andare ad una perorazione che rimase tra i discorsi più importanti della Rivoluzione, queste le parole pronuciate di fronte al presidente del Tribunale Rivoluzionario, Hermann:
Il 5 aprile 1794 fu ghigliottinato davanti a tutta la gente che in passato aveva aiutato nelle battaglie contro l’ormai distrutta monarchia francese.
Le sue ultime parole, rivolte al boia, furono:
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« Mostra la mia testa al popolo: ne vale la pena! » |