Europa danubiana
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Si parla di Europa danubiana intendendo quei Paesi dell'Europa attraversati dal Danubio e dai suoi affluenti.
Il Danubio attraversa, nell'ordine: Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina. Il bacino idrico del Danubio, invece, interessa anche Svizzera, Italia (dove nasce l'importante affluente Drava), Slovenia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania, Macedonia, sul lato destro, e Repubblica Ceca e Polonia su quello sinistro.
Pur essendo prevalentemente un concetto geografico, fin dal XV secolo il termine è presente anche in ambito culturale ed artistico.
A Vienna nel XV secolo è attiva un'Accademia danubiana.
Risale almeno al XVIII secolo il progetto di una Confederazione danubiana, con la quale rafforzare i legami politici, economici e culturali tra tutti i popoli e le nazioni di questa importante parte del continente.
Tra i più importanti fautori dell'amicizia e della collaborazione tra i vari popoli danubiani meritano di essere citati, tra gli altri, Miklós Wesselényi, István Széchenyi e Lajos Kossuth (almeno negli ultimi anni di vita, passati in esilio a Torino).
Vengono detti Principati danubiani quelle formazioni politiche sottoposte a partire dal XIV secolo all'impero ottomano ma rivendicate dall'Ungheria già prima: Serbia, Bulgaria, Moldavia e Valacchia.
In storia dell'arte si parla di Scuola danubiana (= Scuola del Danubio) per definere un gruppo di artisti rinascimentali attivi tra Germania e Ungheria (tra i quali Albrecht Altdorfer).
In linguistica si parla di Latino danubiano, per il latino parlato nell´Europa danubiana e da cui si sarebbe sviluppato il rumeno.
Anche nel calcio si parla di Scuola danubiana per descrivere il gioco espresso dalla Nazionale di calcio dell'Ungheria, dalla Nazionale di calcio dell'Austria e da quella della Cecoslovacchia a partire dagli anni ´20 del XX secolo (caratterizzato da passaggi brevi, palla a terra, valorizzazione delle doti dei singoli giocatori). Tale stile di gioco fu adottato anche in Italia negli anni '30 (vedi il "Metodo" di Vittorio Pozzo).