YS (album)
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Dopo il primo album “Sirio 2222” il Balletto di Bronzo cambia formazione e agli originari Lino Ajello (chitarra) e Gianchi Stinga (batteria) si unisce il giovanissimo tastierista Gianni Leone (ex Città Frontale). Grazie a lui c’è un repentino cambio di rotta nella cifra stilistica. Dall’hard-rock iniziale si passa ad un sound oscuro e complesso, che assorbe progressioni strumentali di notevole spessore. Gianni Leone si erge a figura catalizzatrice nella creazione dell’album-concept “Ys” (1972), con la sua personalità anticonformista e la sua eccellente tecnica, ispirata a Keith Emerson, anche nel look. Il protagonista del concept è un uomo, l’ultimo rimasto sulla Terra, che compie un viaggio allucinante in tre incontri, prima di scomparire tragicamente nel buio, come fu per la mitica isola di Ys, inghiottita dalle acque. Alle line-up si aggiunge anche il bassista romanoVito Manzari. Un coro di voci sussurrate funge da suggestiva eco in “Introduzione”. Nel coro c’è anche Giusy Romeo, poi nota come Giuni Russo. Leone canta “La voce narrò all’ultimo che, sul mondo restò, la vera realtà, e poi comandò di andare tra i suoi a dire la verità”. Dissonante e articolato “Primo incontro”, si erge fra continui stacchi e un dualismo batteria- tastiere davvero pregevole. Il lato B del vinile si apre con “Secondo incontro”, una raffinata danza che racchiude nel testo una riflessione sulla vecchiaia e la morte. “Terzo incontro” e “Epilogo” si avviano ad una fosca conclusione che si chiude con le lapidarie parole “E buio fu”. Gianni Leone, ancora oggi nei suoi concerti esegue integralmente la suite di “Ys” con applaudite performance in Giappone, Messico e Cile.