Sante Pollastri
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Sante Pollastri (Novi Ligure, 14 agosto 1899 – 30 aprile 1978) è stato un anarchico italiano.
È nota la sua amicizia con il ciclista Costante Girardengo e la sua compagnia d'azione con l'anarchico Renzo Novatore. La storia di questi "strani legami" ha ispirato l'autore Luigi Grechi per la composizione della canzone Il bandito e il campione portata al successo dal fratello Francesco De Gregori.
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[modifica] Le ragioni di una vocazione criminale
Non si conoscono esattamente i motivi per cui Sante Pollastri (o Pollastro, come veniva chiamato nei rapporti giudiziari e come egli stesso si firmava) divenne acerrimo nemico dei Carabinieri.
Tra le ipotesi, vi è l'uccisione di un parente da parte loro - un cognato che con lui stava fuggendo dopo aver svaligiato un appartamento - o quella di un fratello prelevato per presentarsi alla chiamata alle armi sebbene gravemente ammalato, e poi morto in caserma.
Un'altra ipotesi riguarda la sorella di Sante, Carmelina, che sarebbe stata violentata da un milite dell'arma; Pollastri, diciannovenne, avrebbe ucciso il carabiniere e si sarebbe dato alla macchia.
Queste ipotesi non sono supportate da documentazione, e sono almeno in parte frutto delle leggende nate intorno al bandito in epoca successiva.
[modifica] L'anarchia
Secondo una versione della storia di Pollastri [1], il marchio di anarchico se lo sarebbe guadagnato in seguito a un episodio molto particolare. Uscendo da un bar, una sera del 1922, sputò una caramella amara al rabarbaro. Questa cadde vicino agli stivali di due fascisti, che interpretandola come una sfida lo picchiarono a sangue.
Esiste tuttavia un differente racconto, che insiste sulla provocazione, condita di insulti, da parte di tre fascisti alla volta di Sante, seguita da una rissa in piena regola.
[modifica] La latitanza
Durante il periodo della latitanza, Pollastri commise diversi omicidi di militi delle forze dell'ordine, ma il numero preciso non è noto. Pollastri stesso si attribuì sette vittime uccise in scontri a fuoco.
Tra questi, enorme clamore suscitò nel giugno del 1926 l'uccisione di due carabinieri presso Mede, e nel novembre dello stesso anno, di due poliziotti in un'osteria di via Govone, a Milano.
Famoso anche all'estero, era pressoché sconosciuto in ambito nazionale (la censura fascista limitava fortemente la cronaca nera), salvo nel Nord Italia dove le sue gesta avevano grande risalto.
La sua figura divenne protagonista di racconti in cui la figura del bandito veniva mitizzata e ingigantita: uno dei racconti più noti riguarda un maresciallo dei carabinieri che impazzì per la paura di fronte a Pollastri. Pollastri incarnava la figura del ribelle all'autorità, in un periodo in cui si stava concretizzando la svolta autoritarista del passaggio dalla democrazia al regime: in questo senso, Pollastri divenne una figura eroica per il mondo anarchico e per i nascenti movimenti antifascisti.
Per questi fatti, Sante Pollastri si guadagnò l'appellativo di Nemico pubblico numero uno. La sua fama crebbe, supportata non solo dalle rapine e dai furti messi a segno (tra cui quello alla prestigiosa gioielleria Rubel a Parigi) ma anche dalla personalità del bandito che si raccontava compisse atti di generosità a vantaggio dei più poveri e degli anarchici latitanti.
[modifica] L'arresto
Pollastri venne arrestato a Parigi nel 1927, ad opera dagli uomini del commissario Guillame (personaggio a cui Georges Simenon si ispirò per il suo commissario Maigret). Pare che Pollastri fosse stato tradito da una confidenza di un informatore della polizia.
Tra i nomi degli autori della "soffiata", fu ipotizzato anche quello di Girardengo. I due concittadini – che si conoscevano di vista per via della comune frequentazione con il massaggiatore Biagio Cavanna – si incontrarono durante una sei giorni nella capitale francese. In seguito, questo incontro fu oggetto di una testimonianza di Girardengo al processo a carico di Pollastri.
All'interrogatorio dopo la cattura il magistrato chiese a Pollastri se avesse idee anarchiche. Egli rispose: "Ho le mie idee". Anche questo contribuì alla sua fama di anarchico. Intervistato in seguito da Ferdinando Castelli che stava scrivendo il libro "I cavalieri del nulla", dichiarò di aver compreso di essere stato anarchico solo dopo aver saputo da Renzo Novatore cosa significasse anarchia.
Condannato all'ergastolo, fu inviato a scontare la pena sull'isola di Santo Stefano.
Fu graziato nel 1959 dal presidente Giovanni Gronchi e passò gli ultimi 19 anni della sua vita a Novi praticando l'attività di commerciante ambulante.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Marco Ventura, Il campione e il bandito. La vera storia di Costante Girardengo e Sante Pollastro, Il Saggiatore, 2006
- Luigi Balocchi, "Il Diavolo Custode". romanzo, Ed. Meridiano Zero, 2007