Predicato
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Il predicato è un elemento della frase (una parola o un gruppo di parole) o una frase elementare che può costituire insieme al soggetto una frase completa. Definisce meglio il soggetto. In italiano il predicato è per lo più un sintagma composto da un verbo o un verbo servile unito ad un aggettivo o ad un avverbio. Il predicato può essere un gruppo di parole comprensivo (io sono felice) o racchiudere altri elementi della frase (io ti ho visitato). Il predicato esprime solitamente una relazione fra soggetto e oggetto (Anna prende il libro, Mario corre) e viene quindi definito predicato verbale, oppure esprime una qualità o uno stato relativo all´oggetto (si parlerà allora di predicato nominale): Il pane è buono (è svolge la funzione di copula), la Liguria è parte dell´Italia.
Di conseguenza, il predicato nominale, dato il fatto che introduce un modo di essere ha sempre come ausiliare il verbo essere
In molte lingue la sequenza di soggetto, predicato ed oggetto in una frase è prestabilita. Le lingue fortemente flessive, come il latino o il tedesco hanno una maggiore libertà di posizione rispetto alle lingue meno flessive, come l'italiano. In una frase sono considerati elementi costituenti fondamentali il soggetto, il verbo e l'oggetto.
In molte lingue è comune la sequenza fissa di Soggetto, Predicato e Oggetto. È questo il caso anche dell'italiano. Segue una lista delle sequenze sintattiche più comuni in varie lingue del mondo:
- SVO: L'ordine in questo caso è soggetto-verbo-oggetto. È il caso dell'italiano: La madre ama il figlio o del francese: La mère aime l´enfant .
- SOV: L'ordine più comune in queste lingue è soggetto-oggetto-verbo. È il caso del latino: Mater filium amat o del giapponese: Okaasanwa mesukowo aishimasu.
- VSO: In queste lingue l'ordine più comune è verbo-soggetto-oggetto. È il caso dell'arabo classico o dell'irlandese.
- Variazioni a fini sintattici: In alcune lingue l'ordine dei costituenti di una frase varia a seconda del contesto sintattico, come p.e. in tedesco, dove il verbo finito può assumere tre posizioni principali nella frase e determinare perciò una tipologia sintattica:
Frase enunciativa: verbo finito in seconda posizione. Die Mutter hat heute die Suppe gekocht. L´ordine degli altri costituenti è variabile a piacere, l´importante è la posizione del verbo finito: Heute hat die Mutter die Suppe gekocht, Die Suppe hat heute die Mutter gekocht, ecc. Frase interrogativa: verbo finito in prima posizione. Hat die Mutter heute die Suppe gekocht? Frase subordinata: verbo finito in ultima posizione. ...,weil die Mutter heute die Suppe gekocht hat.
Nelle lingue in cui è frequente la frase nominale, spesso la posizione dell´aggettivo indica la funzione attributiva o predicativa. È il caso del latino: pulchra mulier (bella donna), mulier pulchra (la donna è bella), ma anche di altre lingue come il russo o l'egiziano. A volte la variazione dell´ordine dei costituenti può essere variato per dare un effetto espressivo o stilistico all´enunciato: tutto mi hanno rubato! (per esigenza di enfasi) oppure per ragioni foniche in composizioni poetiche: così percossa e attonita / la terra al nunzio sta.
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