Oreste Mosca
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Oreste Mosca (Napoli, 4 febbraio 1892 – Avellino, 31 ottobre 1965) è stato un giornalista e scrittore italiano.
Ultimo esponente di quella vecchia scuola che fece grande il giornalismo napoletano, nacque in una famiglia di artigiani ceramisti trasformatisi in imprenditori. Esordì nel giornalismo nel 1908, a sedici anni, pubblicando articoli su diversi periodici come Il Piccolo, L’Ora e L’Epoca. Fu in giovinezza spiritualmente vicino alle correnti rivoluzionarie e socialiste e nel 1911, reagendo alla infatuazione nazionalista, si schierò contro la guerra libica.
Laureato in giurisprudenza e in lettere, allo scoppio della prima guerra mondiale fu ufficiale di fanteria, e dopo essere stato gravemente ferito, accettò di essere imbarcato come regio commissario sulle navi della marina mercantile.
Trascorse gli anni della guerra viaggiando per i mari di tutto il mondo, e acquisendo una straordinaria conoscenza di popoli e paesi. Sin dal primo dopoguerra si qualificò con la sua particolare specializzazione, quella economico-finanziaria, che lo mise in contatto con molti degli esponenti di maggior rilievo del mondo finanziario italiano e non, ma questa sua “specializzazione” non riuscì mai ad esaurire e inaridire né la sua umanità né la sua fantasia, grazie a una cultura quasi enciclopedica, nutrita dall’interesse per la storia, la politica e la vita sociale oltre che per l’economia in senso stretto.
Dopo la guerra, ormai libero da qualsiasi impegno militare, Mosca venne assunto nel 1919 come redattore e inviato speciale dal quotidiano Il Mezzogiorno di Napoli, dove creò, per la prima volta in un quotidiano italiano, la pagina di vita economica e finanziaria. Nella sua ultracinquantennale carriera Mosca è stato di volta in volta, collaboratore, redattore, capo-redattore, vice-direttore o direttore di vari giornali e riviste tra cui Il Mattino, il già citato Il Mezzogiorno, Il Popolo d'Italia, Il Popolo di Roma, Costruire, Il Tempo, Il Globo, La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Corriere Mercantile Il Pungolo.
Dopo il delitto Matteotti, partecipò dalle pagine del Mattino, alla campagna di stampa detta della Quartarella, dalla località campestre in cui venne ritrovato il corpo dell’onorevole assassinato. Alla fine del 1925, dopo l’approvazione delle leggi eccezionali, Mosca abbandonò l’attività giornalistica e aprì, con l’amico Dino Fienga, già segretario federale comunista di Napoli, una libreria e una casa editrice. Ma anche in questa attività subì vessazioni e intimidazioni. Questa esperienza non durò a lungo ed il Mosca riprese la propria attività di giornalista senza mai più interromperla e firmando pagine esemplari di giornalismo economico e politico.
[modifica] Scritti
Da ricordare del Mosca anche alcuni volumi:
- Nessuno Volle i miei dollari d'oro,
- Vita di Carlo Pisacane,
- Volpi di Misurata,
- Sul fiume delle amazzoni
ed alcune novelle :
- Il mio cuore in bacino,
- Una beffa al Signore
ed altre.