Navetta parlamentare
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nel gergo parlamentare il termine navette oppure navetta parlamentare indica il passaggio di un progetto di legge (disegno di legge o proposta di legge) reiterato da una Camera all'altra che può avvalersi di una procedura semplificata.
Indice |
[modifica] Italia
In un Parlamento che si fonda sul "Bicameralismo Perfetto" come quello italiano, ogni legge deve essere approvata nel medesimo testo da entrambi i rami del Parlamento (la Camera dei Deputati e il Senato). Ciascuna di esse, inoltre, provvede al suo interno all'approvazione della legge prima nella commissione competente per materia, e successivamente dal plenum (cioè da tutta l'assemblea). In caso di modifiche da parte di una camera, il testo ritorna all'altra camera che lo deve riapprovare. Se il testo ripete questo procedimento più volte si parla, in senso più stretto, di "navette".
Questa procedura è obbligatoria per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi (art. 72 Cost.). In tutte le altre ipotesi, si potrà avere una procedura speciale: la commissione permanente potrà riunirsi in sede redigente (sarà di competenza dell'assemblea, cioè, la sola approvazione finale) oppure sede deliberante o legislativa (l'intero iter parlamentare si svolge in seno alla commissione), fatta salva in entrambi i casi la possibilità per 1/10 dei membri della Camera che sta procedendo, per 1/5 dei membri della commissione o per il Governo di chiedere il ritorno alla procedura normale.
In ogni caso, indipendentemete dalla procedura seguita, la legge deve essere approvata nello stesso testo da entrambe le camere. Garante della coincidenza dei due testi è il Presidente della Repubblica che ne verifica l'identità al momento della promulgazione.
[modifica] Francia
Anche in Francia l'iter per l'approvazione della legge si basa sull'approvazione di un testo identico da entrambe le camere (l'Assemblée Nationale e le Sénat), e, all'interno di esse, dalla commissione competente e dal plenum.
Questa procedura anche in Francia è appunto detta navetta parlamentare ed è descritta dall'articolo 45 della Costituzione: "ogni progetto o proposta di legge è esaminata nelle due assemblee del Parlamento in vista dell'adozione di un testo identico". ".[1]
Tuttavia il Parlamento francese non si fonda su un "Bicameralismo Perfetto" come quello italiano, ma bensì su un "Bicameralismo Zoppo", in quanto dopo un certo numero di "navette" tra le due camere si può aprire una procedura speciale che può portare alla prevalenza dell'Assemblea Nazionale (577 membri eletti direttamente dal popolo) sul Senato (eletto da coloro che ne hanno diritto per legge, come i rappresentanti locali ed altri grandi elettori).
Tale procedura viene aperta su disposizione del Primo ministro (art 45 cost.) su proposta del Consiglio dei Ministri e prevede il deferimento della legge contestata ad una commissione bicamerale paritetica (cioè composta in egual numero da deputati e senatori). Questa ha il compito di elaborare un testo di compromesso da sottoporre nuovamente all'approvazione dei due rami del parlamento. Questa volta, però, le due camere potranno solo approvare o respingere il testo, senza apportare modifiche al testo elaborato dalla commissione paritetica. Qualora una o entrambe le camere respingono la legge, si apre l'ultimo scenario.
In ultima analisi il Governo può rinunciare all'approvazione della legge o dichiarare che essa è fondamentale per la realizzazione del suo programma politico. In quest'ultimo caso il Presidente della Repubblica su proposta del Consiglio dei Ministri può deferire in maniera definitiva la legge all'Assemblea Nazionale, che provvede ad approvarla con eventuali modifiche senza il concorso del Senato.
L'esistenza di tale procedura è necessaria poiché le due camere sono frutto di elezioni da parte di due diversi corpi elettorali, e quindi possono presentare diversi orientamenti politici. Quest'ultima possibilità è resa più probabile anche dal fatto che le elezioni delle due camere non necessariamente coincidono. Infatti mentre l'Assemblea Nazionale è eletta ogni 5 anni salvo scioglimento anticipato da parte del Presidente della Repubblica, il Senato è eletto per 9 anni con rinnovamento parziale ogni 3 anni, ed è indissolubile.
Di conseguenza il ruolo del Senato non è quello di contrastare l'Assemblea Nazionale, in quanto da tale contrasto ne uscirebbe sconfitto, ma quello di indurla a riflettere su eventuali modifiche tecniche da apportare alle leggi. L'Assemblea Nazionale, da parte sua, per evitare l'eccessiva dilatazione dei tempi dell'iter legislativo, è indotta a valutare senza pregiudizi politici le modifiche proposte dal Senato ed eventualmente ad accettarle.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
Portale Diritto: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di diritto