Mostar
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Mostar | |||||||||
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Stato: | ![]() |
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Cantone: | Cantone di Erzegovina-Narenta | ||||||||
Coordinate: | |||||||||
Superficie: | 1.175 km² | ||||||||
Abitanti : | 345.448 (2004) | ||||||||
Densità: | 106,76 ab./km² | ||||||||
Prefisso tel: | 036 | ||||||||
Sindaco: | Ljubo Bešlić | ||||||||
Sito istituzionale |
Mostar (nella lingua locale Mostar/Мостар) è una città di 125.448 abitanti (2004) della Bosnia Erzegovina, il centro del Cantone di Erzegovina-Narenta della federazione bosniaco-croata.
Mostar è la capitale non ufficiale dell'Erzegovina, ed è costruita lungo il fiume Neretva. È la quarta città del paese. Mostar ha un aeroporto internazionale, che si trova nel vicino paese di Ortiješ.
Il nome Mostar deriva dal suo Antico Ponte (Stari Most) e dalle torri sulle due rive, i "custodi del ponte" (mostari).
Indice |
[modifica] Storia
Fondata nel tardo XV secolo dai turchi ottomani, Mostar era il centro amministrativo dell'impero nella regione dell'Erzegovina. L'Impero Austro-Ungarico annesse Mostar nel 1878. Dopo la I guerra mondiale la città divenne parte del Regno di Jugoslavia.
Dopo la seconda guerra mondiale la città entrò a far parte parte della Jugoslavia comunista. In quegli anni furono costruite varie dighe per sfruttare l'energia idroelettrica della Neretva.
[modifica] Guerra in Bosnia
Tra il 1992 e 1993, dopo che la Bosnia Erzegovina dichiarò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, la citta fu soggetta ad un assedio lungo nove mesi.
L'Esercito popolare Jugoslavo (JNA) bombardò per la prima volta Mostar il 3 aprile 1992 e nelle settimane successive prese il controllo di gran parte della città. L'8 aprile i croati d'Erzegovina formarono il Consiglio di Difesa Croato (Hrvatsko Vijeće Obrane, HVO) ed affrontarono le forze dell'esercito jugoslavo (serbo).
I tiri d'artiglieria del JNA danneggiarono o distrussero diversi bersagli civili. Tra questi un monastero dei francescani, la cattedrale cattolica e il palazzo del vescovo con una biblioteca di 50.000 libri, oltre alla moschea di Karadžoz-bey, quella di Roznamed-ij-Ibrahim-efendija e dodici altre.
Il 12 giugno le forze militari dell'HVO, assieme a formazioni più piccole composte da bosniaci, ammassarono abbastanza uomini e armi da costringere le truppe del JNA a uscire da Mostar. Il IV Corpo dell'Esercito della Bosnia Erzegovina, principale formazione militare dei bosniaci, venne fondata quello stesso anno a Mostar. Durante l'assedio che ne seguì, la città venne bombardata dai serbi bosniaci posizionati sulle montagne a est.
Nel 1993, i croati bosniaci e i bosniaci musulmani cominciarono una lunga lotta per il controllo di Mostar. I croati lanciarono un offensiva il 9 maggio durante la quale bombardarono senza tregua il quartiere musulmano, riducendolo in gran parte in rovine, compreso numerose moschee e case del periodo ottomano. Durante la guerra i croati crearono dei campi di concentramento per i musulmani. La parte musulmana della popolazione, nonostante in 400 anni di dominazione non avesse mai mostrato ostilità verso altre culture, si trovò così al centro di una vera e propria guerra ideologica oltre che politica, subendone tutte le atrocità.
Il ponte di pietra del XVI secolo, fu distrutto il 9 novembre dal fuoco di mortaio croato.
Secondo il giornalista triestino Paolo Rumiz la distruzione del ponte, che non aveva nessun valore strategico, volle colpire un simbolo, il simbolo dell'alleanza tra due mondi che si volevano ad ogni costo separare.
Un cessate il fuoco fu firmato il 25 febbraio 1994. La città rimase divisa tra croati e bosniaci, e solo nel 1996 fu ristabilita la possibilità di passare da una parte all'altra della città.
[modifica] Cultura
A Mostar si trovano:
- Il Centro per la cultura "Mostar";
- La Casa della Cultura "Herceg (duca) Stjepan Kosača";
- Il Centro Culturale giovanile "Abrašević";
- Il Centro Musicale "Pavarotti - Mostar";
- L'archivio dell'Erzegovina (oggi archivio cantonale);
- Il Museo dell'Erzegovina;
- La Biblioteca cittadina "Herceg Stjepan Kosača";
- Una Biblioteca per ragazzi;
- La Biblioteca comunale "Luka" (porto);
- Il Teatro Cittadino;
- Il Teatro Cittadino Croato "HNK - Mostar";
- La casa di "Aleksa Šantić";
- Il Coro della città di Mostar;
- Un Centro Culturale Francese;
[modifica] Turismo
La città di Mostar è uno dei più grandi centri turistici urbani della Bosnia-Erzegovina. I suoi luoghi più famosi sono:
- Stari Grad (Città Vecchia) - quartiere storico, col Stari Most (Vecchio ponte);
- La moschea di Karađozbeg - Karađozbegova džamija;
- La Franjevačka crkva, chiesa col più alto campanile della Bosnia - Erzegovina;
- Bišćevića sokak, strada con la famosa casa Turca;
- Lo storico quartiere Brankovac, con le case ed i cortili delle più antiche famiglie di Mostar, costruito in stile ottomano;
- Il vecchio insediamento di Blagaj, con la sorgente del [[Buna]] (Vrelo Bune), la famosa Tekija, e la città vecchia dell'antico proprietario dell'Erzegovina, il duca Stjepan Kosača (Stjepan Grad);
- Il Parco Naturale Ruište, sulla montagna Prenj, famoso per le varietà di giglio bosniaco;
- La riserva naturale "Diva Grabovica", natura quasi intatta;
- "Mostarsko blato", parco naturale nella zona ovest della città;
- La casa di Aleksa Šantić, famoso poeta;
- Il Museo dell'Erzegovina.
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