Logista
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Nell'antica Atene, il logista era il magistrato revisore dei conti dell'amministrazione cittadina. Il termine italiano è un adattamento del latino tardo logīsta (m), che è a sua volta un adattamento dal greco loghistés, derivato di loghízesthai "fare i conti", a sua volta derivato di lógos "conto".
Nominati per sorteggio tra i membri della Bulé (il consiglio di Atene, di 500 membri), i logisti, insieme a dieci avvocati, esaminavano il rendiconto dei magistrati (procedimento chiamato Euthyna) che avevano amministrato denaro pubblico e in caso di irregolarità, o se qualche cittadino qualificato muoveva delle accuse, potevano deferirli ad un tribunale. Ogni magistrato infatti era tenuto a sottoporsi a questo procedimento alla fine del proprio mandato, affinché il potere esecutivo avesse una qualche forma di controllo, anche se di solito l'Euthyna si rivelava una mera formalità. Oltre a questo esame dei conti c'era anche un periodo di un mese, dopo la fine del mandato, durante il quale ogni magistrato poteva essere chiamato a rispondere di atti pubblici o privati da lui commessi durante la carica, accuse esaminate dalla stessa commissione dei dieci. Anche qui, se le accuse erano fondate, le si sottoponevano a un tribunale.
Nel V secolo, all'epoca dell'impero ateniese, c'erano trenta logisti e si occupavano anche dei tributi provenienti dalle città della Lega di Delo. Dopo la fine dell'impero, nel secolo successivo, il loro numero calò fino a dieci, probabilmente per la diminuzione dei loro compiti.
[modifica] Bibliografia
- Douglas Maurice MacDowell. Loghistai, in Nicholas Hammond, Howard Scullard. Dizionario di antichità classiche. Milano, Edizioni San Paolo, 1995. ISBN 8821530248.