L'incanto del lotto 49
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L'incanto del lotto 49 è il secondo, e più breve romanzo dello scrittore americano Thomas Pynchon, uscito negli Stati Uniti nel 1965 con il titolo The Crying of Lot 49.
Il lotto di cui si parla nel titolo è la misteriosa eredità del miliardario californiano Pierce Inverarity, che ha avuto una breve relazione con la protagonista, la bella e ventottenne casalinga Oedipa Maas, moglie di Wendell (detto "Mucho"), DJ in una radio locale.
[modifica] Trama
Oedipa riceve l'incarico di esecutrice testamentaria dell'eredità di Inverarity, ed entra in contatto con l'avvocato Metzger, l'altro esecutore. Dall'incontro tra i due nasce una breve love story, ma soprattutto s'avvia una trama che consiste fondamentalmente nella ricerca di una misteriosa organizzazione chiamata Tristero, che aveva oscuri legami con Pierce Inverarity, e gestisce il W.A.S.T.E, uno strano sistema postale alternativo a quello federale americano.
Oedipa cerca di ricostruire l'aggrovigliata storia del Tristero e di capire in cosa consista effettivamente l'eredità di Pierce, ma nella sua indagine incontra personaggi ambigui e sfuggenti che le raccontano solo frammenti dell'intera vicenda, e poi spariscono misteriosamente. La protagonista viene progressivamente colta dal dubbio che qualcuno le stia facendo terra bruciata attorno, per evitare che possa scoprire la verità sul Tristero e su Pierce; però questo sospetto si alterna anche con l'inquietante dubbio che in effetti il Tristero sia una truffa, che non esista alcun complotto né organizzazione segreta, e che tutta la faccenda sia un delirio paranoide.
[modifica] Possibili interpretazioni
A causa dell'ambiguità della trama, il cui finale resta aperto, molti interpreti hanno ipotizzato che Pynchon si faccia semplicemente beffe del lettore, stuzzicandone la curiosità con accenni e segreti e misteri, per lasciarlo infine disorientato e perplesso come Oedipa. Altri hanno sospettato che il romanzo sia in realtà un riflessione sulla comunicazione (il fatto che Metzger sia stato attore prima di fare l'avvocato, che "Mucho" Maas sia un DJ radiofonico, e altre curiose coincidenze corroborano questa tesi), nella quale Pynchon s'interroga sui meccanisimi che ci consentono di inviarci messaggi (ché questo fa la posta in effetti).
In realtà la vicenda si può leggere anche in altri modi, non soltanto come storia autoreferenziale, cioè come letteratura che parla di letteratura (metaromanzo). Non deve sfuggire il fatto che il libro esce nel 1965, solo due anni dopo l'assassinio del Presidente John F. Kennedy; e che la vera storia dell'attentato a Kennedy è stata oggetto di numerose ipotesi, e non è mai stata spiegata in modo del tutto soddisfacente. Viene quindi da chiedersi se l'Incanto (come altri romanzi di Pynchon) non alluda ai vari misteri americani, non meno torbidi e non meno aperti di quelli italiani che tutti conosciamo anche troppo bene.