Guerra del Chaco
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La guerra del Chaco (1932-1935) fu combattuta da Bolivia e Paraguay per il controllo della regione del Gran Chaco (in Sudamerica) erroneamente ritenuta ricca di petrolio.
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[modifica] Le cause della guerra
Pur essendo la regione scarsamente popolata, il controllo del fiume Paraguay avrebbe consentito ad uno dei due paesi uno sbocco sull'oceano atlantico; la cosa era particolarmente importante per la Bolivia, che aveva perso lo sbocco sul Pacifico a favore del Cile nella guerra del pacifico.
[modifica] Il controllo delle risorse naturali
La scoperta di petrolio alla base delle Ande portò a credere che la regione fosse ricca di petrolio; compagnie petrolifere straniere erano interessate allo sfruttamento; fra esse, la Standard Oil sosteneva le mire boliviane mentre la Shell quelle paraguaiane.
Durante le trattative internazionali, la Bolivia argomentò che la regione era parte della provincia spagnola da cui la Bolivia discendeva. Nel frattempo il Paraguay aveva cominciato a coltivare la regione, rendendola la maggior produttrice al mondo di yerba mate; la locale popolazione Guaranì d'altra parte ne reclamava il possesso.
Ma il Paraguay aveva perso quasi la metà del proprio territorio a favore di Argentina e Brasile nel corso della guerra della Triplice Alleanza, e non era disposto a concedere un territorio economicamente produttivo alla Bolivia.
[modifica] La guerra
Scontri alla frontiera alla fine degli anni venti sfociarono in una guerra proclamata nel 1932, quando l'esercito boliviano al comando del presidente Daniel Salamanca attaccò una guarnigione presso il lago Pitiantuta.
Il Paraguay aveva una popolazione pari ad un terzo di quella boliviana (880 000 rispetto a 2 150 000), ma lo stile di combattimento, basato sulla guerriglia si rivelò efficace contro la più convenzionale strategia militare boliviana; inoltre il Paraguay ricevette aiuti militari dall'Argentina, e sfruttò per le comunicazioni la lingua guaranì. Inolte il Paraguay ebbe pochi problemi nel mobilitare le proprie truppe, essendo alcune battaglie combattute a pochi chilometri da Asunción.
Nonostante l'embargo sulla vendita delle armi proclamato dalla Lega delle Nazioni, la Bolivia poté schierare almeno cinque carri armati, che si rivelarono tuttavia poco adatti al terreno dei combattimenti. Gli aerei coinvolti nel conflitto furono per lo più bombardieri bimotori quali il Curtiss B-2 Condor o lo Junkers Ju 86.
Le maggiori perdite (si parla di circa 100 000 morti) vennero registrate a causa delle malattie quali la malaria più che per i combattimenti veri e propri; la guerra portò per entrambe le nazioni ad una grave crisi economica. Il 27 novembre 1934 i generali boliviani, insoddisfatti per l'andamento della guerra, deposero il presidente Daniel Salamanca e lo sostituirono con il vice-presidente José Luis Tejada Sorzano.
[modifica] La fine della guerra
Quando venne trattato il cessate il fuoco, il 10 giugno 1935, cosa che venne riconosciuta alla firma dell'armistizio in Argentina, con il quale il Paraguay ottenne i tre quarti del Chaco Boreale, mentre la bolivia otteneva una striscia di terra sulle rive del fiume Paraguay
[modifica] Bibliografia
Sulla guerra del Chaco, o meglio sulle cause, vi sono dei riferimenti interessanti ne La strategia dell'Ariete, libro del gruppo di scrittura collettiva "Kai Zen" in copyleft, scaricabile in download dal sito dedicato[2] [1]
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
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