Grande Armata
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La Grande Armée o Grande Armata è la definizione con la quale si identifica l’esercito che Napoleone schierò (e che la Francia continuò a schierare dopo la sua morte), a partire dal 1805, anno della sua formazione, contro le potenze ostili.

Dopo il trattato di Lunéville (1801), Bonaparte aveva iniziato ad epurare l’esercito dei suoi elementi deboli, affaticati, esausti o sospetti. Riordinò molti ufficiali e congedò i soldati che avessero affrontato almeno quattro campagne. In sostanza Napoleone mise in atto una vera e propria rivoluzione all’interno dei suoi eserciti. Tale rivoluzione portò a riformare circa un ottavo dell’effettivo. Dal 1801 al 1805, Napoleone ebbe a disposizione cinque anni durante i quali riorganizzò le sue milizie affinché nascesse un esercito numeroso ed efficiente che avrebbe preso il nome di Grande Armée; al contempo ebbe modo di riflettere su come far operare sul campo un'armata degna di tal nome.
Il reclutamento delle truppe avveniva secondo la legge che obbligava al servizio militare tutti i francesi maschi che avessero un’età compresa tra i venti e i venticinque anni. La legge non risparmiò la leva neppure agli uomini sposati e ai vedovi, fino ad una modifica della stessa che nel 1808 accordò loro l’esenzione; da questa data in poi il numero dei matrimoni precoci aumentò a dismisura.

Le fila della Grande Armée non furono mai tanto folte quanto lo furono all’inizio della campagna di Russia; per quella occasione l’esercito napoleonico arrivò a contare (per quei tempi) l’impressionante cifra di 600.000 uomini. Napoleone riuscì ad arruolare una simile cifra di soldati, chiamando alle armi decine di migliaia di giovani uomini in tutti i paesi d'Europa. A tal proposito riportiamo di seguito l'elenco delle nazionalità degli oltre 600.000 uomini che servirono Bonaparte nella campagna di Russia del 1812:
- 300.000 uomini arruolati tra Francia e Paesi Bassi;
- 95.000 reclutati in Polonia;
- 50.000 italiani;
- 24.000 reclutati in Baviera;
- 20.000 sassoni;
- 20.000 provenienti dalla Prussia;
- 35.000 austriaci;
- 35.000 croati.
- 17.000 provenienti dalla Westfalia;
- 15.000 svizzeri;
Se si dovesse indicare con un aggettivo la Grande Armée probabilmente tutti metterebbero in evidenza la sua imponenza o la sua preparazione o il coraggio degli uomini che l’arricchirono; in realtà se veramente si volesse riassumere con un epiteto la grande armata, si dovrebbe sicuramente far riferimento alla sua estemporaneità. Infatti qualsiasi cosa, sia si parli della strategia di guerra, sia si parli della preparazione degli uomini, era improvvisata. Per Napoleone l’addestramento e la preparazione degli uomini erano pressoché inutili[1].
Bonaparte rimase sempre fedele ai metodi della rivoluzione, la quale insegnava che addestrare gli uomini non è sempre indispensabile. Le nuove leve non ricevevano mai un addestramento; si pensava che addestrare gli uomini fosse inutile, poiché la vera esperienza il soldato doveva acquistarla sul campo. La Grande Armée di Napoleone basava la propria forza sull’amalgama, vale a dire la solidità morale, fisica e strategica degli uomini che la componevano; l’esercito francese assunse per la prima volta l’appellativo di «grande armata» nel 1805, anno in cui Napoleone tentò di attraversare la Manica con le sue truppe e invadere l’Inghilterra.
[modifica] Note
- ^ Georges Lefebvre, Napoleon, Roma-Bari 2003 (pagg. 155-165)
[modifica] Bibliografia
- Georges Lefebvre, "Napoleone", Casa editrice "Giuseppe Laterza & figli Spa", Roma-Bari, 1960-2003.