Fanzine
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Il termine inglese fanzine nasce dalla contrazione delle parole fan (da fanatic, appassionato) e magazine (rivista), e può essere tradotto in italiano come rivista amatoriale. Si tratta delle riviste stampate in tirature limitate, generalmente distribuite direttamente o su abbonamento, realizzate da appassionati.
Diffuse nel mondo del fumetto, della musica e della letteratura, le fanzine sono nate negli anni venti e trenta negli Stati Uniti come una delle prima espressioni del mondo degli appassionati della fantascienza, il cosiddetto fandom. Non sono rari i casi di fanzine che hanno successo al punto da fare il salto e diventare riviste professionali; nel mondo della fantascienza è il caso ad esempio della fanzine inglese Novae Terrae che negli anni sessanta cambierà nome in New Worlds, diventando la rivista leader del movimento letterario della New Wave, che rivoluzionerà la fantascienza con autori come Michael Moorcock e James Ballard.
Anche in Italia le prime fanzine nascono dal mondo della fantascienza, negli anni sessanta. La più antica che si ricordi è Futuria Fantasia, fondata dal futuro regista Luigi Cozzi. Sulle fanzine esordiscono e si fanno le ossa molti dei critici e degli scrittori italiani di fantascienza.
Sempre negli anni sessanta la fanzine diventa strumento di stampa dell'underground musicale e quindi del movimento hippie. Numerose sono le riviste amatoriali ciclostilate di stampo psichedelico, quando non dichiaratamente politico che vedono la luce nel periodo attorno al '68.
Ma è con il movimento punk, negli anni settanta, che la fanzine assume un suo status di vera e propria stampa indipendente in forma amatoriale: le fanzine, al motto di do it yourself (fai da te), pubblicano recensioni e interviste di dischi e concerti ignorati dalla stampa musicale ufficiale.
Durante i successivi decenni, tale fenomeno si espande anche a tutte le altre scene musicali, ma anche ad altri fenomeni: molteplici sono le fanzine che trattano i più svariati argomenti, come fumetti, narrativa, cinema amatoriale, e via dicendo. Ogni tipo di realtà, che non trova spazio, vuoi per reali limiti artistici degli autori, vuoi per cieca ottusità degli editori, nella cosiddetta editoria mainstream, si realizza imboccando la strada dell'autoproduzione. Non ultimo un filone artistico che proprio nella diffusione postale trova la sua ragione d'essere: la mail-art.
È interessante seguire anche l'evoluzione dei mezzi di stampa utilizzati per la realizzazione delle fanzine, che venendo stampate generalmente in tiratura limitata (da qualche decina ad un massimo di mille copie) non avevano accesso alle tecniche di stampa tradizionali. Fino agli anni ottanta il sistema di stampa più economico è stato il ciclostile, diffusissimo nonostante la bassa qualità che poteva garantire. Il crollo dei prezzi della xerografia (ovvero delle fotocopie) portò alla nascita di fanzine di migliore qualità grafica fin dalla fine degli anni settanta. Dalla fine degli anni novanta le fanzine stampate hanno cominciato a sparire, nel mentre la diffusione di internet favoriva nuovi, più efficaci e soprattutto più economici mezzi di comunicazione tra appassionati, come newsgroup e webzine. Tuttavia le fanzine cartacee rimangono vive e attive oggigiorno, seppure in modo molto più limitato di un tempo. Il massimo esperto del settore a livello nazionale, attualmente, è Gianluca Umiliacchi.