Costo fisso
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Con il termine costo fisso si indica l'insieme dei costi il cui ammontare è indipendente dalla quantità prodotta. Il concetto di costo fisso si contrappone, nella contabilità industriale, al concetto di costo variabile, il cui ammontare dipende direttamente dalla quantità prodotta di beni o servizi.
Volendo rappresentare graficamente i costi fissi nel diagramma di redditività, essi saranno assimilati ad una semiretta parallela all'asse delle ascisse (in quanto si prende in ipotesi la loro costanza).
Nella realtà i costi fissi presentano un certo margine di variabilità, in quanto all'aumentare della capacità produttiva variano anch'essi. In tal caso il loro andamento, rappresentato sul diagramma di redditività, sarà a "gradini".
[modifica] Esempi
Per esempio, l'affitto di un immobile può essere considerato un costo fisso perché non varia con la quantità di beni o servizi prodotti dall'impresa.
La distinzione tra costi fissi e variabili, utile quando si tratta di definire il prezzo di vendita di un bene e quando occorre stabilire se convenga all'impresa produrre un certo bene o servizio, non è immediata e automatica, ma dev'essere valutata caso per caso.
Per comprenderne la ragione possiamo fare un esempio. Se un'azienda produce un bene usando un macchinario e tre operai, che fanno funzionare il macchinario, si possono considerare fissi sia i costi relativi all'impiego del macchinario (manutenzione, ammortamento) che il costo del personale. L'impresa non può ridurre il numero degli operai necessari a far funzionare il macchinario. I costi sono perciò indipendenti dalla quantità prodotta e quindi devono essere considerati fissi. Se però gli stessi operai prestano lavoro straordinario, il costo aggiuntivo del lavoro è da considerarsi variabile, potendo l'impresa rinunciarvi qualora la produzione del bene non richieda più il lavoro straordinario.
Così se in un'impresa ai macchinari esistenti ne aggiunge un altro, usato solo per un breve periodo al fine di soddisfare picchi di domanda e se per far funzionare questa linea produttiva aggiuntiva si impiegano lavoratori assunti temporaneamente, sia i costi di funzionamento del macchinario che i costi del personale aggiuntivo devono considerarsi variabili.
Non si può quindi assegnare certi tipi di costi sempre ai costi fissi o ai costi variabili, ma occorre valutare caso per caso, considerando fissi i costi che prescindono dalla quantità prodotta e variabili quelli che dipendono dalla quantità prodotta.