Convertitore Bessemer
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Convertitore Bessemer è un particolare forno a forma di pera utilizzato nella produzione industriale dell'acciaio, inventato nel 1856 da Henry Bessemer. È stato il primo forno a permettere la produzione dell'acciaio in un unica fase di lavorazione. È anche conosciuto come Forno di Bessemer o processo Bessemer.
[modifica] Descrizione
Il convertitore ha una capacità media di 10/20 t di ghisa liquida per un'altezza che varia dai 4 ai 6 m ed un diametro dai 3 ai 4 m. Il recipiente, come si vede in figura B, internamente è rivestito di materiale refrattario e in alto ha una apertura che grazie al movimento basculante permesso dai perni laterali, consente un rapido caricamento e scaricamento del forno stesso. Nella parte inferiore vi è una camera nella quale arriva dell'aria pompata attraverso il tubo che si vede nella parte inferiore destra della figura A. Da quella camera partono a loro volta dei fori che fanno si che l'aria pompata arrivi all'interno del forno (come si vede nella parte inferiore della figura B). Le alte temperature unite l'alta percentuale di carbonio contenuta nella ghisa e di ossigeno contenuto nell'aria spinta nel forno reagiscono formando delle caratteristiche vampate di fuoco che fuoriescono dalla bocca del forno. In questo modo il carbonio in eccesso nella ghisa si consuma lasciando nella pancia del forno l'acciaio.
A partire dai modelli originari, sono stati studiati da altri inventori dei modelli specializzati, atti a trattare differenti tipi di ghise. Un esempio è quello di Sidney Thomas che per trattare le ghise della Lorena che presentano alto contenuto di fosforo decise di rivestire l'interno dei forni con del calcare. Questo, fissandosi con il fosforo dava origine ad uno scarto di produzione, il fosfato di calcio, che si rivelò prezioso per la concimazione fosfatica e che per anni portò il nome di Scorie Thomas.
L'ulteriore evoluzione del forno Bessemer è stata sviluppata agli inizi del novecento introducendo l'uso dell'ossigeno puro nella camera riuscendo a produrre acciaio sfruttando ghisa e rottami di ferro ed addirittura a partire dai minerali di ferro.