Confucio
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Confucio (Kǒngzǐ (孔子) o Kǒng Fūzǐ (孔夫子) -- Maestro Kong) (551 a.C. – 479 a.C.) è stato un filosofo cinese. La sua speculazione filosofica ha dato origine ad una intera tradizione culturale, il Confucianesimo (Rújiā 儒家): i suoi insegnamenti hanno influenzato profondamente il pensiero e lo stile di vita cinese, coreano, giapponese e vietnamita.
Confucio visse in Cina nel Periodo delle primavere e degli autunni, un'epoca di anarchia e di diffusa corruzione, dominato dalle guerre tra stati feudali.
La sua filosofia si basava sull'etica personale e politica, sulla correttezza delle relazioni sociali, sulla giustizia, sul rispetto dell'autorità familiare e gerarchica, sull'onestà e la sincerità. La difesa di questi valori gli assicurò sotto la dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.) un ruolo preminente rispetto ad altre dottrine come il legalismo (Fǎjiā 法家) e il taoismo (Dàojiā 道家).
Il pensiero confuciano fu introdotto in Europa dal gesuita Matteo Ricci, che fu il primo a latinizzare il nome di Kǒngfūzǐ in Confucio.
I suoi insegnamenti sono raccolti negli Analecta (Lùnyǔ 論語), una raccolta di aforismi e frammenti di discorsi compilata molti anni dopo la sua morte dai suoi discepoli. Sebbene, infatti, per più di duemila anni la tradizione lo abbia ritenuto autore o curatore di tutti i Cinque Classici, gli storici moderni non ritengono di poter attribuire con certezza a Confucio nessuno scritto fra quelli che la tradizione lega al suo nome.
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[modifica] Cenni biografici
Secondo la tradizione, Confucio nacque nella città di Qufu nello Stato di Lu (ora parte dell'odierna provincia di Shandong) nel 551 a.C., durante il Periodo delle primavere e degli autunni. In quest'epoca si situa anche l'inizio del movimento filosofico delle Cento scuole di pensiero.
Sempre secondo la biografia tradizionale, riportata da Sima Qian nelle sue Memorie di uno storico, il padre di Confucio, che apparteneva ad una famiglia nobile impoverita discendente dalla dinastia Shang, aveva sposato a sessantacinque anni, in seconde nozze, una fanciulla di quindici anni. Un matrimonio del genere, secondo le consuetudini dell'epoca, era da considerarsi un'unione illecita (yěhé 野合). Confucio perse il padre all'età di tre anni, e fu allevato dalla madre, che riuscì ad assicurargli un'istruzione anche se la famiglia viveva in povertà.
Non ci sono notizie certe sulla vita di Confucio. La sua ascesa sociale lo pone nell'ambito della classe emergente Shì (士), a metà tra la vecchia nobiltà e la gente comune, alla quale, come Confucio, appartenevano uomini di talento ma di origini modeste che cercavano di raggiungere una posizione elevata grazie alle proprie doti intellettuali. Egli stesso, riferiscono gli Analecta, vantava le sue umili origini che lo avrebbero spinto a sviluppare le sue capacità.[1]. Secondo Mencio (370 a.C. - 289 a.C.), Confucio si sarebbe occupato dell'amministrazione di negozi e di pascoli e bestiame [2]. Probabilmente, svolse compiti amministrativi per il governatore della provincia. Sima Qian, riferisce che dopo i cinquant'anni Confucio divenne ministro della giustizia del duca di Lu, ma fu in seguito costretto a dimettersi e ad andare in esilio. Iniziò quindi un lungo viaggio attraverso gli stati di Wei, Song, Chen, Cai, e Chu, cercando impiego presso i governanti come consigliere.[3].
Tornato nello stato di Lu, trascorse gli ultimi anni dedicandosi agli studi e all'insegnamento, circondato da un numero crescente di discepoli.
[modifica] Insegnamenti
Negli Analecta, Confucio si presenta come un "messaggero che nulla ha inventato"[4], il cui compito è quello di trasmettere la sapienza degli antichi. Grande importanza è data allo studio: il libro si apre proprio col carattere cinese che indica lo studio, xué (cinese semplificato: 学, cinese tradizionale: 學). Lungi dal tentare la costruzione di sistema filosofico, Confucio invitava i suoi discepoli a riflettere profondamente su se stessi e sul mondo, approfondendo la conoscenza del passato da cui trarre insegnamento attraverso lo studio degli antichi testi.
In un periodo storico segnato dalle divisioni e da guerre sanguinose fra stati feudali, Confucio ripropose il concetto di Mandato del cielo (天命 pinyin: Tiānmìng) che avrebbe potuto riunificare la Cina e ridare finalmente pace e prosperità al popolo.[5]. Ma allo stesso tempo, l'interpetazione confuciana del Mandato del cielo era innovativa, poiché egli pensava ad un trono sul quale si sarebbero succeduti sovrani scelti sulla base della loro statura morale, non della parentela di sangue, capaci di diffondere la virtù fra il popolo senza il bisogno di leggi dure e restrittive.[6]
La concezione confuciana del jūnzi (君子), termine che prima di Confucio indicava la nobiltà di sangue, è piuttosto quella della nobiltà d'animo (spesso junzi è tradotto come uomo superiore), acquisita con la pratica delle virtù[7]. Il suo insegnamento, dunque, benché principalmente orientato alla formazione dei futuri uomini di potere, era aperto a tutti, non solo ai figli della nobiltà.
Gli insegnamenti di Confucio furono raccolti e organizzati dai suoi discepoli negli Analecta.
[modifica] Filosofia
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Per approfondire, vedi la voce Confucianesimo. |
Sebbene in Cina i precetti di Confucio siano stati seguiti per secoli come una religione, si discute ancora se il Confucianesimo possa essere considerato una religione. I testi confuciani, infatti, non esprimono una concezione chiara della divinità, e trascurano molti aspetti della spiritualità, come la natura dell'anima.
I principi del Confucianesimo raccolsero un grande favore soprattutto perché si fondavano in larga parte sulla tradizione e le credenze già radicate nella tradizione cinese. Confucio esaltò infatti la lealtà familiare, il culto degli antenati, il rispetto degli anziani da parte dei giovani (e secondo interpretazioni posteriori, la sottomissione della moglie al marito), proponendo la famiglia come base di un governo ideale. Guardava al passato con nostalgia ed esortava i potenti ad ispirarsi agli antichi modelli di virtù.
Gli studiosi sono oggi molto cauti nell'attribuire a Confucio specifiche affermazioni, poiché non esistono testi che possano essere fatti risalire a lui con certezza. I principi del confucianesimo sono stati infatti elaborati nei secoli, in un corpus di scritti che si è andato creando ed accrescendo soprattutto nel periodo fra la sua morte e la fondazione dell'impero cinese nel 221 a.C.
[modifica] Discepoli
Confucio ebbe molti discepoli e seguaci, in Cina e in Estremo Oriente.
I discepoli di Confucio e il suo unico nipote, Zisi, assicurarono continuità agli insegnamenti filosofici del maestro dopo la sua morte. Pur basandosi sul pensiero etico e politico confuciano, due dei suoi seguaci più celebri, Mencio (IV secolo a.C.) e Xun Zi (III secolo a.C.) ne enfatizzarono aspetti radicalmente diversi.
Durante la dinastia Song, Zhu Xi (1130-1200) rinnovò il confucianesimo con idee mutuate dal taoismo e dal buddismo. Il rinnovamento operato da Zhu Xi divenne in seguito un'ortodossia incontestata. Solo con l'avvento della Repubblica popolare cinese si è abolito l'insegnamento dei Quattro Libri e dei Cinque classici confuciani.
[modifica] Nomi
- Il nome di Confucio alla nascita era 孔丘, Kǒng Qiū. Kǒng è un nome di famiglia piuttosto comune, in Cina.
- Michele Ruggieri ed altri gesuiti dopo di lui, tradussero 孔夫子 in Confucius. Questa forma latinizzata è diventata di uso comune nei paesi occidentali.
- Traslitterazioni:
- Kǒng Fūzǐ (o Kǒng fū zǐ) in pinyin.
- K'ung fu-tzu (o Kung fu-tze) in Wade-Giles .
- Fūzǐ significa Maestro. Il carattere 夫 fū è facoltativo. Nel cinese moderno si usa spesso la forma Kǒngzǐ 孔子.
- Il suo nome di cortesia era 仲尼, Zhòng Ní.
- Nomi postumi:
- Il primo nome postumo (1 d.C.) fu 褒成宣尼公 Bāochéngxūan Ní gōng.
- I nomi postumi più noti sono:
- 至聖先師, 至圣先师,Zhìshèngxiānshī;
- 至聖,至圣, Zhìshèng;
- 先師,先师, Xiānshī.
- È anche comunemente noto come 萬世師表, 万世师表,Wànshìshībiǎo.
[modifica] Note
- ^ Lunyu, 9:6
- ^ The Works of Mencius, Book V, Part II, Chapter V
- ^ Stanford Encyclopedia of Philosophy: Confucius
- ^ Analecta, 7:1
- ^ Analecta, 16:2
- ^ Analecta, 12:19
- ^ Commento a Analectes, 1:1
[modifica] Voci correlate
- Analecta di Confucio (Lunyu)
- Libro dei mutamenti (Yi Jing)
- Classico dei versi (Shi Jing)
- Classico dei documenti (Shu Jing)
- Libro dei riti (Li Ji)
- Annali delle primavere e degli autunni (Chunqiu)
- Il grande studio (Da Xue)
- Cinque Classici
- Quattro Libri
- Confucianesimo
- Letteratura cinese classica
[modifica] Citazioni
[modifica] Bibliografia
- Chin, Annping. The Authentic Confucius: A Life of Thought and Politics. New York, Scribner, 2007. ISBN 0-74-324618-7.
- Confucius. Lun yu (The Analects of Confucius). Translation and notes by Simon Leys. New York, W.W. Norton, 1997. ISBN 0-393-04019-4.
- Confucius. Analects. With Selections from Traditional Commentaries. Translated by E. Slingerland. Indianapolis, Hackett Publishing, 2003. ISBN 0-87220-635-1.
- Csikszentmihalyi, M. Confucianism: An Overview. In Encyclopedia of Religion . Detroit, MacMillan Reference, 2005. Vol. C, pp 1890–1905
- Herrlee Glessner Creel. Confucius and the Chinese Way. 1949 (Ristampato varie volte da editori diversi)
- Van Norden, B.W., ed. Confucius and the Analects: New Essays. New York, Oxford University Press, 2001. ISBN 0-19-513396-X.
- Wu, J. Confucius. In I. McGreal (ed.), Great Thinkers of the Eastern World: The Major Thinkers of the Philosophical and Religious Classics of China, India, Japan, Korea and the world of Islam. New York, HarperCollins, 1995. pp 3–8. ISBN 0-06-270085-5
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Confucio
Wikiquote contiene citazioni di o su Confucio
[modifica] Collegamenti esterni
- Confucio (Kongzi) e la concezione etica dell'uomo
- Stanford Encyclopedia of Philosophy on Confucius
- Confucian Analects (traduzione di James Legge, Progetto Gutenberg)
- 論語 - The Analects versione in cinese moderno e in inglese
- Analects in cinese, nella traduzione inglese di James Legge e D.C. Lau e nella traduzione francese di Séraphin Couvreur
- 孔子世系 (Tavola genealogica di Confucio) in cinese tradizionale
- Life of Confucius and selections from The Analects
- La famiglia Kong (in cinese semplificato)]
- Tavola genealogica di Confucio
- Articoli su Confucio