Classificazione sismica
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La classificazione sismica è la suddivisione di un determinato territorio in specifiche aree, caratterizzate da un comune rischio sismico.
[modifica] Classificazione sismica in Italia
La prima fonte legislativa in materia è il D.M. LL.PP. del 19/03/1982 che classificava in modo molto generico il territorio nazionale in aree a basso e ad alto rischio sismico.
Con l'Ordinanza P.C.M. n. 3274 del 20/03/2003 venivano delegati gli Enti locali ad effettuare la classificazione sismica di ogni singolo comune, in modo molto dettagliato, al fine di prevenire eventuali situazioni di danni a edifici e persone a seguito di un eventuale terremoto. Inoltre, in base alla zona di classificazione sismica, i nuovi edifici costruiti in un determinato comune, così come quelli già esistenti durante le fasi di ristrutturazioni, devono adeguarsi alle corrispondenti normative vigenti in campo edilizio.
Secondo il provvedimento legislativo del 2003, i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie principali, in base al loro rischio sismico, calcolato sia per frequenza che per intensità degli eventi. La classificazione dei comuni è in continuo aggiornamento man mano che vengono effettuati nuovi studi in un determinato territorio.
- Zona 1: sismicità elevata-catastrofica
- Zona 2: sismicità medio-alta
- Zona 3: sismicità bassa
- Zona 4: sismicità irrilevante
[modifica] Collegamenti esterni
- Elenco dei comuni per zona sismica, dal sito della Protezione civile