Casa di tolleranza
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Una casa di tolleranza - anche detta comunemente bordello, casino, casa chiusa, postribolo o lupanare - è un immobile, solitamente un'abitazione, in cui si esercita la prostituzione.
Indice |
[modifica] Storia
Storicamente la professione della prostituzione è stata sempre demonizzata dalle forze politiche e religiose, quando di fatto però tale pratica veniva tollerata nella consapevolezza del ruolo importante che rivestiva nel contesto sociale.
Le prostitute, nelle maggiori città così come negli umili paesi d'Europa e del mondo, hanno sempre costituito una rilevante presenza nella popolazione. Queste donne, di cultura, estrazione sociale, lignaggio e maniere più o meno nobili, hanno intrattenuto nel tempo nobili, religiosi, imprenditori, e governanti in eleganti salotti dai lussuosi arredi, così come soldati e popolo di bassa manovalanza in bettole sudicie lontane dalla gente per bene.

Inizialmente, nel Medioevo, nessuno si preoccupava dell'esistenza di questi ambienti: in Italia, solo nel XIV secolo i governanti e le autorità religiose imposero una licenza per gestire le case di tolleranza.
[modifica] La legge Merlin e la chiusura delle case di tolleranza in Italia
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Per approfondire, vedi la voce Legge Merlin. |
Nell'agosto del 1948 la senatrice socialista Lina Merlin presentò un primo disegno di legge per l'abolizione delle case chiuse in Italia.
Il progetto fu approvato dal Senato, ma la fine della legislatura impedì al decreto di trasformarsi in legge. Il decreto fu ripresentato l'anno successivo, ma subì un travagliato iter parlamentare; durante l'acceso dibattito in parlamento gli oppositori tentarono di ostacolare l'abolizione delle case di tolleranza adducendo pericoli igienici in caso di chiusura dei bordelli.