Camino (edilizia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il camino, detto anche fuoco o caminetto, è stato praticamente il primo metodo di riscaldamento di un'abitazione, infatti se si visita un qualsiasi castello, rocca o abitazione molto vecchia, in quasi ogni stanza se ne trova uno. Viene fatto in moltissime dimensioni e grandezze, con forme e materiali diversi. Sono costruiti in una parete o in angolo della stanza, dove vi è una canna fumaria, necessaria a convogliare il fumo prodotto dalla combustione, alla parte superiore terminale di uscita del camino: questo sistema fu inventato dai Normanni in quanto fino ad allora il fuoco veniva fatto bruciare all'interno delle abitazioni in un apposita stanza, ad esempio l'atrio (da ater, annerito). Attualmente, la tecnologia del camino proposta da innumerevoli produttori internazionali, offre soluzioni già pronte, sia per il camino a camera aperta, sia a camera chiusa.
Indice |
[modifica] camino "a camera aperta"
Questo è il camino tradizionale come lo si vede in ogni film o su ogni pubblicazione storica. Il fronte del focolare o braciere, è aperto verso il locale da riscaldare, libero di diffondere direttamente il calore della fiamma nel locale. Il funzionamento è del tutto simile ai caminetti in uso da sempre, salvo accorgimenti tecnici volti ad ottenere la massima efficienza, ovvero convogliare più calore possibile nell'ambiente, limitando al minimo quella che se ne fuoriesce dal comignolo esterno, questo obiettivo si ottiene sia con accurati calcoli nel dimensionamento della bocca del focolare e della canna di scarico, sia adottando specifici materiali termici riflettenti.
Il camino aperto tradizionale può dirsi funzionante quando vi sia il "tiraggio", ossia quando, ben dimensionato, evacua senza problemi i fumi che si producono durante la combustione; purtroppo la materia non è di conoscenza comune, il buon funzionamento dipende da precise leggi fisiche, non attenendosi a queste nella costruzione, si rischia di comprometterne il funzionamento, sono molto frequenti i casi in cui un caminetto non può essere acceso, in quanto le esalazioni invadono la stanza che ospita il manufatto. Ricercando su internet esistono alcune, poche, pubblicazioni che aiutano a costruire caminetti funzionanti, dimensionando in maniera corretta i vari elementi che compongono tale elemento architettonico.
[modifica] camino a camera chiusa
Il focolare non è a diretto contatto con l'ambiente ma è separato da uno schermo in vetro. Questa tecnologia risulta più costosa del camino aperto ma offre diversi vantaggi. Il braciere è contenuto all'interno di un monoblocco prefabbricato di forma rettangolare o quadrata, la cui struttura è generalmente composta da ghisa, lamiera di ferro, ed eventuali inserti in materiale refrattario, il fronte della fiamma è schermato verso l'ambiente da un portello in vetro. La diffusione del calore nell'ambiente avviene in due modi distinti: irraggiamento diretto e convezione. I vantaggi di questa tipologia consistono in un maggior rendimento, maggiore autonomia e minore manutenzione. L'elevata efficienza di questa tecnologia, permette di riscaldare anche altre stanze oltre quella in cui è installato, il trasferimento dell'aria calda è affidato a semplici tubi di diametro appropriato; se l'impianto è fatto a regola d'arte, il lento moto convettivo dell'aria, che si genera negli ambienti, è sufficiente a mantenerli alla temperatura ottimale, nel caso il moto convettivo non sia sufficiente, è possibile forzare il ricircolo dell'aria tramite apposite ventole elettriche. L'impiego di ventole in un impianto a camino, comporta un notevole aumento della polvere presente nell'ambiente, peraltro hanno il vantaggio di portarlo in un tempo più breve, alla temperatura voluta, solitamente i costruttori forniscono le ventole come kit opzionale. La sofisticazione raggiunta dalla tecnologia del camino chiuso, tendente al massimo rendimento, ne agevola anche la gestione, offrendo un'autonomia di carica che arriva a oltre 8 ore, intervallo della rimozione della cenere diradato a 7-10 giorni, intervalli della pulizia del vetro anteriore molto allungati. Entrambe le tipologie sono fornite interamente prefabbricate, agevolando in tal modo il posizionamento nel locale, con interventi sulle opere murarie ridotti al minimo. I produttori offrono anche un'ampia scelta di elementi accessori di arredo, sia nei materiali che nello stile architettonico.
Come combustibile si usa il legno di ogni genere, la preferenza andrebbe ai legni duri stagionati almeno 2 anni, sarebbero da evitare i legni resinosi (pino, larice ecc.., le piante di aghiformi in genere), l'elevata percentuale di resina non riesce a bruciare completamente (per specifici fenomeni chimici nel complesso e articolato processo della combustione), e quindi esce nella massa dei fumi di scarico per poi condensare aderendo progressivamente alle superfici dei condotti, renderendo difficoltoso anche il regolare intervento di pulizia dei canali da fumo e della canna fumaria, favorendo altresì l'incendio dei depositi di fuliggine e di creosoto con gravi rischi per l'edificio qualora i condotti fumo e il camino non fossero fatti a regola d'arte (materiali resistenti agli incendi, coibentazione termica, distanze da materiali combustibili, mancanza di adeguati isolanti ignifughi, ecc.). Negli ultimi anni è stato inventato anche il camino che usa il pellet, una vera e propria stufa a fuoco continuo e costante, simile ad un caminetto chiuso, con un serbatoio che contiene il pellet, i quali, convogliati da un meccanismo a vite senza fine, arrivano con regolarità nel braciere per bruciare e produrre calore. L'effetto visivo di questo tipo di fuoco è sensibilmente diverso da quello scoppiettante a legna, pertanto non da tutti gradito.
Al pari degli elettrodomestici di ultima generazione, come forni a microonde e lavatrici, anche i termocamini a pellet, perlomeno i modelli più sofisticati, sono gestiti da un microprocessore, pertanto, disponendo di una linea telefonica, è possibile accenderli anche da lontano con una chiamata al telefono.
Per la corretta installazione di un camino, come anche di stufe e barbecue con potenza inferiore a 35 KW, può essere utile visionare le normative di legge contenute nella UNI 10638 pubblicata nel 1998 e sottoposta a revisione nel novembre 2005 (comunque non obbligatorie)[1] Oltre a fornire indicazioni sui materiali più adatti da impiegare, indica le caratteristiche dimensionali del condotto di evacuazione dei fumi e della presa d'aria esterna al locale, indispensabile per la sicurezza, ma soprattutto per il buon funzionamento del camino.
[modifica] Note
- ^ Le norme UNI sono prescrizioni che codificano le minime buone regole di molte arti, mestieri, attività produttive e anche di servizio. Possono essere rese obbligatorie da leggi promulgate dagli appositi organi istituzionali, ma anche se nessuna legge specifica dovesse rendere obbligatoria una norma UNI, è importante segnalare che qualora capitasse una controversia, un evento dannoso, un incidente o una disgrazia e il giudice chiamato in causa, verificasse attraverso un perito competente che non sono state rispettate le norme UNI, potrebbe essere indotto ad attribuire responsabilità e colpa all'esecutore delle opere, proprio perché non sono state rispettate le buone regole minime dell'arte, codificate nelle norme UNI, che se osservate avrebbero potuto evitare l'evento dannoso. Ogni artigiano, professionista e impresa sono tenuti (hanno il dovere deontologico) a conoscere le buone regole della loro arte, professione, attività e quindi le norme UNI specifiche, per poter esercitare al meglio il loro lavoro.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su camino
[modifica] Bibliografia
- Bagnolini Giulio, Il Camino: storia, tecnica e funzionamento, Casanova Editore, Faenza 2006
Portale Energia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di energia