Bomboletta spray
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La bomboletta spray è un contenitore, solitamente in alluminio, contenente del liquido la cui espulsione avviene grazie ad un gas liquefatto che funge da propellente, allo scopo di diffondere il contenuto della bomboletta sotto forma di aerosol.
L'invenzione di questo processo, risalente al 1926 si deve ad un chimico norvegese, Erik Rotheim che ne vendette il brevetto ad una azienda statunitense. Nel 1939 Julian Seth Kahn produsse la prima bomboletta spray.
Una delle prime applicazioni importanti dell'invenzione avvenne durante la seconda guerra mondiale quando fu approntato uno spray destinato a diffondere l'insetticida contro gli insetti portatori della malaria.
Il principio di funzionamento è quello che il gas, compresso sino a raggiungere lo stato liquido, nel momento della pressione sulla valvola in materiale plastico tende ad uscire violentemente da un piccolo ugello, trascinando con sé anche la materia prima liquida con cui era stato miscelato. La parte gassosa del composto, solitamente composta da propano, butano o isobutano si dissolve nell'aria separandosi dalla parte liquida.
Inizialmente il gas più usato nelle bombolette era il freon ma, dal 1989, in tutto il mondo è stato messo al bando a causa dei danni causati dallo stesso allo strato di ozono dell'atmosfera.
Le bombolette attuali possono contenere i materiali più diversi, molto comuni sono quelle contenenti profumi, insetticidi, prodotti per la pulizia e vernice. Il fatto che contengano gas sotto pressione ne consigliano l'utilizzo con cautela e anche per quanto riguarda il trasporto sono soggette ai regolamenti relativi al trasporto di merci pericolose ADR.
L'uso della vernice in spray è una delle tecniche preferite dagli artisti dediti al graffitismo.